La vicenda del Tempio crematorio di Aosta aggiunge un nuovo capitolo, questa volta finanziario. Dopo la chiusura iniziata nell’ottobre 2024 e terminata alla fine di maggio 2026, determinata dal rilevamento di superamenti dei limiti per le emissioni di ossido di azoto e monossido di carbonio, restano da definire i costi dei lavori necessari alla riapertura e del trasporto delle salme fuori Valle. La somma complessiva supera i 326mila euro.
Il tema sarà affrontato giovedì 15 ottobre dalla quinta Commissione Controllo e garanzia del Comune di Aosta. All’ordine del giorno figurano i problemi di bilancio di Aps e le eventuali ripercussioni determinate dal diniego della Giunta comunale a una proposta di variazione. Dietro la formulazione tecnica del punto, però, c’è la questione dell’imputazione delle spese sostenute durante il periodo di chiusura dell’impianto, utilizzato da utenti provenienti da tutta la regione.
Il confronto tra Comune e società
Il nodo riguarda la classificazione dei costi come spese sociali legate ai servizi cimiteriali. Secondo Aps, società in house di cui il Comune di Aosta è socio unico, l’onere dovrebbe essere sostenuto dall’amministrazione comunale. Il Comune, invece, ritiene che la spesa debba restare a carico della società.
La precedente presidenza di Aps, guidata da Matteo Fratini fino alle dimissioni di giugno, aveva fatto predisporre un parere pro veritate favorevole alla posizione della società. L’amministrazione comunale aveva risposto con un parere elaborato dai propri legali, giungendo alla conclusione opposta. Il contrasto interpretativo aveva rallentato l’approvazione del bilancio di Aps, sulla quale erano state sollevate questioni legate alla sua impostazione.
Il nuovo cda verso l’approvazione
Secondo il presidente di Aps Cristiano Pivato, insediatosi alla fine di luglio 2026 con il nuovo consiglio di amministrazione, la situazione sarebbe ora in via di soluzione. Le difficoltà, ha spiegato, sarebbero state legate alle tempistiche tecniche successive all’insediamento, alle verifiche e ai controlli. Il consiglio di amministrazione dovrebbe essere convocato tra lunedì e martedì per procedere con il bilancio.
Pivato ha inoltre sostenuto che tra il nuovo vertice della società e il Comune non vi sarebbero più interpretazioni divergenti. Dopo l’analisi della documentazione e del bilancio, Aps e amministrazione avrebbero condiviso la tesi secondo cui i costi del tempio crematorio devono gravare sulla società.
Il sindaco Raffaele Rocco ha ricondotto il contrasto alla precedente presidenza di Aps e alla richiesta di un parere sui costi. Il Comune, ha precisato, non sarebbe stato coinvolto nell’operazione iniziale, ma si sarebbe limitato a comunicare la propria posizione dopo aver respinto la proposta di bilancio e chiesto una revisione. La quinta Commissione, presieduta da Giovanni Girardini, dovrà ora esaminare la vicenda e verificare il percorso che ha portato al superamento delle posizioni inizialmente contrapposte.
Per il presidente di Aps, l’impatto dei circa 326mila euro sul bilancio della società sarebbe comunque contenuto: nonostante l’imputazione delle spese, il bilancio dovrebbe rimanere in utile. La discussione in Commissione servirà anche a chiarire formalmente le responsabilità finanziarie legate alla chiusura dell’impianto.