Poggio Torriana (RN)

Nuovo fotovoltaico a Poggio Torriana, è allarme ambientale

OaSì segnala 7.056 moduli su cinque ettari e sollecita controlli sugli effetti per fauna e habitat

È al via a Poggio Torriana, in via Marchi, la realizzazione di un impianto fotovoltaico destinato a occupare circa cinque ettari di area agricola. Il progetto prevede l’installazione di 7.056 pannelli, per una potenza complessiva superiore a 4,6 MWp, e si trova a circa 300 metri dal sito IT4090002 Torriana, Montebello, Fiume Marecchia, tutelato dalla Rete Natura 2000 come Zona Speciale di Conservazione e Zona di Protezione Speciale.

A sollevare dubbi sull’intervento è OaSì – Insieme per le Valli, secondo cui l’area interessata si trova in un contesto caratterizzato dalla presenza del fiume Marecchia, da corridoi ecologici e da habitat e specie protette di interesse comunitario. L’associazione considera il territorio un patrimonio di rilievo per la Valmarecchia e per la Romagna e contesta la scelta di collocare l’impianto su terreni agricoli vicini a un’area sottoposta a tutela.

Il contenzioso sul progetto

Il progetto aveva già ricevuto pareri negativi dal Comune di Poggio Torriana, dall’Unione dei Comuni Valmarecchia, dalla Regione e dalla Soprintendenza. Il Tribunale amministrativo regionale, accogliendo il ricorso presentato dalla società incaricata della costruzione, ha però annullato il diniego espresso dalle istituzioni, riconoscendo l’idoneità dell’area sulla base della normativa nazionale.

Comune e Regione hanno preso atto della sentenza senza proseguire il contenzioso davanti al Consiglio di Stato. L’amministrazione comunale, riferisce OaSì, ha accolto la decisione con amarezza. L’associazione precisa di non voler contestare il ruolo della magistratura, ma chiede una revisione delle norme che consentono trasformazioni di aree agricole in prossimità di siti protetti. La legittimità dell’impianto, sostiene il direttivo, non coinciderebbe automaticamente con la sua sostenibilità ambientale.

Monitoraggio e misure di mitigazione

Un passaggio rilevante dell’iter è rappresentato dall’esito positivo dello Screening di incidenza del 22 maggio 2025. Nei documenti pubblici, spiega l’associazione, la Regione Emilia-Romagna ha valutato che i terreni, attualmente utilizzati per coltivazioni intensive a seminativo, non siano idonei all’uso da parte della fauna e che l’intervento non determini un peggioramento della situazione esistente.

OaSì chiede ulteriori approfondimenti, sottolineando che anche i terreni agricoli possono svolgere funzioni di alimentazione, spostamento e rifugio per gli animali, soprattutto in un’area collegata al fiume Marecchia. La vicinanza di 300 metri al sito Rete Natura 2000, afferma l’associazione, non sarebbe sufficiente a considerare l’impianto estraneo al sistema ecologico tutelato.

Il provvedimento regionale prevede alcune misure di mitigazione: pannelli antiriflesso, passaggi per la piccola fauna nelle recinzioni, assenza di illuminazione artificiale e lavaggi senza detergenti. È inoltre previsto un monitoraggio con cadenza quindicinale per due anni dall’entrata in funzione dell’impianto, con l’obiettivo di verificare gli effetti sull’avifauna locale e l’efficacia degli interventi adottati.

L’associazione sollecita la Regione e gli altri enti competenti a pubblicare integralmente i rapporti del monitoraggio, indicando metodologie, responsabili, risultati ed eventuali interventi correttivi, oltre a verificare l’effettiva applicazione delle prescrizioni. OaSì richiama anche la Nature Restoration Law e chiede che lo sviluppo dell’energia fotovoltaica privilegi tetti, parcheggi e superfici già compromesse, evitando per quanto possibile il consumo di suolo agricolo vicino alle aree protette. La richiesta conclusiva è l’apertura di un confronto pubblico tra istituzioni, associazioni e cittadini.