Il Lecchese compie un passo avanti nel percorso per diventare un polo di riferimento nei settori dell’innovazione sanitaria, della riabilitazione e della longevità. Regione Lombardia ha approvato la conclusione positiva della prima fase della candidatura ZIS Healthcare, Rehabilitation and Longevity, consentendo al progetto di accedere alla fase successiva per il riconoscimento delle Zone di Innovazione e Sviluppo.
La candidatura supera la prima valutazione
La proposta ha superato la valutazione formale e tecnica, oltre alla fase di negoziazione con l’amministrazione regionale. Il partenariato dispone ora di 60 giorni per presentare il dossier definitivo e il piano strategico. I documenti saranno sottoposti alla valutazione finale, necessaria per stabilire l’eventuale riconoscimento della Zona di Innovazione e Sviluppo.
Il progetto coinvolge competenze e realtà attive nell’area del Lecchese e della Brianza, con particolare attenzione alla riabilitazione, alla biomeccanica e alle tecnologie medicali. L’obiettivo dichiarato è mettere in rete imprese, università, centri di ricerca, istituzioni e soggetti della formazione, creando condizioni favorevoli per la ricerca applicata, l’innovazione e l’attrazione di investimenti.
Il ruolo del partenariato
Capofila della candidatura è l’Associazione La Nostra Famiglia. Tra i soggetti citati nel percorso figura anche il Polo di Lecco del Politecnico di Milano, con il contributo al coordinamento scientifico del professor Marco Tarabini, prorettore dell’ateneo. Il partenariato dovrà ora tradurre la proposta in un piano operativo e strategico da sottoporre all’esame conclusivo della Regione.
Il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia Mauro Piazza ha definito l’esito della prima fase significativo per il territorio lecchese e per il sistema lombardo dell’innovazione. Piazza ha inoltre ringraziato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi, l’Associazione La Nostra Famiglia, il Politecnico di Milano e tutti i partner coinvolti nel progetto.
Il passaggio alla seconda fase non equivale ancora al riconoscimento definitivo della ZIS, che dipenderà dalla valutazione del dossier e del piano strategico. Il prossimo adempimento sarà quindi la consegna della documentazione richiesta, in vista della decisione finale sul progetto dedicato alla salute, alla riabilitazione e alla longevità.