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Storonsky a Torino: «Revolut punta a conquistare gli Usa»

Il fondatore racconta formazione, trading, intelligenza artificiale e obiettivi oltreoceano durante il confronto con John Elkann.

Nik Storonsky, fondatore e amministratore delegato di Revolut, ha raccontato la propria formazione e la strategia di crescita della società fintech durante un incontro alle Ogr di Torino. L’intervista è stata condotta da John Elkann, presidente di Vento e ceo di Exor, nell’ambito di Wave by Vento. Al centro del confronto sono finiti il rapporto tra fisica e decisioni d’impresa, l’esperienza maturata nei mercati finanziari e l’obiettivo di trasformare Revolut in una piattaforma tecnologica globale.

Dalla fisica al trading

Storonsky ha ricondotto il proprio approccio manageriale agli anni della crescita in Russia, in una famiglia con risorse limitate ma orientata allo studio. Il padre ricercatore e la madre insegnante lo avrebbero indirizzato verso le scienze esatte, fino alla laurea alla facoltà di fisica e tecnologia dell’Università di Mosca. Secondo il manager, quella formazione gli ha insegnato a privilegiare il pensiero astratto, la costruzione di sistemi e l’analisi dei problemi rispetto alle emozioni e al giudizio personale.

Il passaggio alla finanza è arrivato dopo il crollo dell’Unione Sovietica, quando Storonsky ha iniziato a cercare un percorso imprenditoriale pur non disponendo dei capitali necessari. A vent’anni è entrato nel mondo del trading, lavorando per banche e istituti finanziari di Wall Street e d’Europa. Un’esperienza durata circa un decennio, che gli ha permesso di confrontarsi con la volatilità e con il rischio in tempo reale. In quel contesto, ha spiegato, l’errore può avere conseguenze immediate e impone di modificare rapidamente le proprie convinzioni sulla base delle nuove informazioni.

Team, dati e ambizioni internazionali

Nella descrizione di Storonsky, la gestione di un’impresa richiede la capacità di coordinare persone e competenze diverse. Revolut, ha riferito, lavora attraverso piccoli gruppi autonomi composti da professionisti altamente qualificati. L’obiettivo è mantenere una struttura agile, nella quale il pensiero analitico sia accompagnato dalla capacità di portare a termine i progetti. Il ceo ha paragonato l’azienda a un organismo composto da parti differenti, chiamate a operare in modo sincronizzato.

Un altro tema dell’incontro è stato il ruolo della tecnologia. Storonsky ha spiegato che Revolut utilizza modelli costruiti sull’analisi dei dati transazionali, anche per individuare le frodi. L’intelligenza artificiale, in questo quadro, viene applicata ai flussi finanziari per sostenere i controlli e l’elaborazione delle informazioni. Il manager ha inoltre rivendicato l’autonomia dei fondatori nelle decisioni strategiche, sostenendo che gli investitori dovrebbero fornire risorse senza interferire nella gestione quotidiana dell’impresa.

La parte finale del dialogo ha riguardato la competizione negli Stati Uniti. Per Storonsky, affermarsi nel mercato americano rappresenterebbe una prova decisiva e un riconoscimento importante per un’impresa nata in Europa. Alla domanda di Elkann sugli obiettivi per il 2034, anno del ventesimo anniversario di Revolut, il fondatore ha indicato l’ambizione di costruire una società tecnologica globale sul modello di Meta, Google e OpenAI, mantenendo però la propria origine europea. La crescita oltre il settore bancario e l’espansione internazionale sono quindi presentate come i principali traguardi del gruppo.