Montegrino Valtravaglia (VA)

Cinque anni e due mesi per l’aggressione a Montegrino

Il Gup di Varese ha deciso con rito abbreviato e riconosciuto una somma provvisoria alla parte civile.

Cinque anni e due mesi di carcere sono stati inflitti dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Varese all’uomo accusato di avere aggredito la moglie a Montegrino Valtravaglia. I fatti risalgono al 25 novembre 2025, quando, secondo la ricostruzione accusatoria, l’imputato avrebbe stretto un filo elettrico attorno al collo della donna, tentando di strangolarla.

La decisione è arrivata al termine di un procedimento con rito abbreviato, formula che consente al giudice di pronunciarsi sulla base degli atti raccolti durante le indagini. Il procedimento riguarda un episodio avvenuto nella giornata internazionale dedicata alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. L’uomo, che all’epoca dei fatti aveva 48 anni, era stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Luino con l’accusa iniziale di tentato omicidio.

La ricostruzione dell’accusa

Stando agli elementi al centro del procedimento, l’aggressione sarebbe avvenuta utilizzando un cavo elettrico lungo circa un metro e mezzo. Nel corso dell’udienza precedente alla sentenza, il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a quattro anni e otto mesi e la riqualificazione dell’accusa da tentato omicidio a lesioni aggravate. La richiesta del pubblico ministero è stata quindi superata dalla decisione del giudice, che ha stabilito una pena più elevata.

La difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocata Elisa Benetazzo, aveva chiesto l’assoluzione. La donna, costituitasi parte civile e assistita dall’avvocata Ivana Mombelli, aveva invece sollecitato il riconoscimento della responsabilità penale e il pagamento di una somma a titolo di provvisionale.

La provvisionale e la situazione attuale

Il giudice ha disposto anche una provvisionale di 5 mila euro in favore della persona offesa. Si tratta di un anticipo sul risarcimento complessivo dei danni, il cui eventuale ammontare dovrà essere stabilito in sede civile. La somma riconosciuta con la sentenza non esaurisce dunque la valutazione economica delle conseguenze subite dalla donna.

Attualmente l’imputato si trova in un centro di recupero per persone con dipendenze, struttura nella quale è stato collocato. Nei suoi confronti è inoltre prevista la permanenza lontano dalla ex moglie, così da evitare contatti tra i due. La sentenza chiude il primo grado celebrato con rito abbreviato per l’episodio avvenuto nel Comune dell’Alto Varesotto.