Due persone arrestate e altre due denunciate. È il bilancio dell’intervento della Polizia di Stato che ha interrotto una presunta estorsione ai danni di un giovane nel Fermano. La Squadra Mobile della Questura di Fermo è intervenuta durante la consegna di oggetti in oro, dopo che la vittima aveva riferito di essere stata minacciata e aggredita.
Minacce e aggressioni
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane era da tempo sottoposto a pressioni sempre più insistenti da parte di due soggetti. Le richieste riguardavano denaro e preziosi. Le intimidazioni, inizialmente telefoniche, sarebbero poi diventate più gravi: in un’occasione la vittima sarebbe stata aggredita e costretta a salire su un’automobile, dove le sarebbe stata nuovamente imposta la consegna dell’oro, anche attraverso la minaccia di un coltello.
La situazione ha spinto il giovane a rivolgersi agli agenti della Questura di Fermo. Gli investigatori hanno raccolto le sue dichiarazioni, acquisito conversazioni e messaggi e ricostruito le modalità con cui, secondo l’accusa, sarebbe stata portata avanti la richiesta estorsiva. Quando è stato fissato un appuntamento per la consegna dei preziosi, la Squadra Mobile ha organizzato un servizio di osservazione.
La consegna dei preziosi
Nel luogo concordato la vittima si è presentata con un sacco contenente gli oggetti in oro richiesti. Poco dopo è arrivata un’automobile con a bordo quattro persone. Uno dei giovani è sceso dal veicolo, ha raggiunto la vittima e si è fatto consegnare il sacco. Dopo essere risalito in macchina, ha passato il contenuto a uno dei complici. A quel punto gli operatori sono intervenuti e hanno bloccato tutti i presenti.
Gli accertamenti hanno confermato la corrispondenza tra i monili recuperati e quelli precedentemente documentati dagli investigatori. Al termine dell’operazione, due maggiorenni sono stati arrestati in flagranza con l’accusa di estorsione aggravata dalla minore età della vittima. Gli altri due soggetti, entrambi minorenni, sono stati denunciati in stato di libertà per concorso nel medesimo reato.
I telefoni cellulari trovati nella disponibilità dei quattro indagati sono stati sequestrati perché ritenuti pertinenti all’inchiesta. Durante le operazioni, uno degli arrestati è stato inoltre trovato in possesso di hashish; per questo sono stati adottati i provvedimenti previsti. I due arrestati sono stati messi a disposizione dell’Autorità giudiziaria.