Internazionale

Meritocrazia Italia chiede trasparenza e rinnovamento per le elezioni dell’AIA

Il gruppo politico invoca imparzialità nei vertici dei direttori di gara prima dell'assemblea votante a Roma

Meritocrazia Italia chiede trasparenza e rinnovamento per le elezioni dell’AIA

Oggi, venerdì 9 ottobre 2026, a Roma, alla vigilia dell’Assemblea elettiva dell’Associazione Italiana Arbitri, il movimento politico Meritocrazia Italia ha riaffermato la necessità di restituire piena autonomia, trasparenza e meritocrazia al settore. L’organizzazione invita a una riflessione strutturale incentrata sull’etica sportiva e sulla legalità, in una fase di transizione per i vertici uscenti.

Senza entrare nel merito delle vicende personali, per le quali restano fermi il rispetto del lavoro della magistratura e la presunzione di innocenza, la compagine evidenzia come i fatti emersi dalle carte processuali e i recenti pronunciamenti del TAR – che ha respinto la richiesta di sospensiva della sanzione a carico dell’ex presidente Zappi – impongano il superamento di logiche opache o di conflitto di interessi. È prioritario eliminare ogni forma di subordinazione economica o gestionale tra controllanti e controllati, garantendo che le carriere, i passaggi di categoria e le designazioni degli arbitri rispondano unicamente a criteri oggettivi e di valore tecnico.

Iniziative programmatiche e quadro istituzionale

In questo contesto, il rilancio della classe arbitrale richiede di ripartire dalla verità storica dei fatti ed esige una postura etica e istituzionale rigorosa. Per attuare questa profonda riforma e favorire il necessario dialogo istituzionale con il CONI e con la FIGC, il futuro dell’organizzazione deve necessariamente legarsi a un progetto caratterizzato da una propensione all’unità e alla terzietà delle riforme.

Appare dunque imprescindibile valorizzare quel percorso programmatico nato attorno al tavolo di confronto promosso da Stefano Tedeschi per verificare la fattibilità di una candidatura unica. La scelta di fare sintesi integrando profili trasversali rappresenta la risposta all’assenza delle altre opzioni in campo. Inoltre, la proposta di indicare Carlo Pacifici e la centralità futura di Stefano Tedeschi alla guida delle riforme regolamentari costituiscono per la formazione politica la reale garanzia di un sistema solido e rinnovato.

Istanze di legalità per la votazione imminente

Questo modello offre una postura etica improntata alla trasparenza, ponendosi in discontinuità rispetto a impostazioni legate a passate criticità amministrative o a procedimenti della giustizia sportiva. In vista della consultazione, i delegati sono chiamati a una scelta di responsabilità che traduca il voto nell’adesione a un patto di legalità e di rinascita strutturale.

“Perché senza un arbitro terzo, autonomo e meritocratico, non c’è partita. E senza una partita regolare, non c’è sport”.