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Opposizioni pronte ai ricorsi contro la legge elettorale

Depositi annunciati lunedì alla Camera: nel mirino preferenze, firme, genere, premio e circoscrizione estera

Opposizioni pronte ai ricorsi contro la legge elettorale

Lunedì alle 13, nella sala stampa della Camera dei deputati, saranno presentati i ricorsi annunciati contro la legge elettorale approvata definitivamente dalla Camera. L’iniziativa è promossa dai partiti di opposizione e da comitati, realtà civiche, avvocati e giuristi che intendono sottoporre alla magistratura i profili ritenuti potenzialmente incostituzionali della riforma.

Alla presentazione parteciperanno Simona Bonafè per il Partito democratico, Maria Elena Boschi (in copertina) per Italia Viva, Riccardo Magi per +Europa, Alessandra Maiorino per il Movimento 5 Stelle e Filiberto Zaratti per Alleanza Verdi e Sinistra.

Saranno presenti anche i responsabili dei comitati coinvolti, tra cui la Rete per un voto libero e uguale, oltre a rappresentanti delle realtà civiche già impegnate in iniziative analoghe.

Il percorso davanti ai giudici

L’obiettivo è sollevare la questione di legittimità costituzionale dello Stabilicum in circa trenta distretti di Corte d’appello distribuiti sul territorio nazionale. I ricorsi saranno sottoscritti non solo da giuristi, ma anche da cittadini. Il deposito, secondo il calendario indicato dai promotori, potrà avvenire dopo l’entrata in vigore della norma, prevista 15 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Da quel momento si aprirà l’iter giudiziario per arrivare a un eventuale esame della Corte costituzionale. Nel procedimento semplificato, i tribunali potrebbero fissare la prima udienza dopo 40 giorni e valutare quindi l’emissione dell’ordinanza con cui rimettere alla Consulta la questione di costituzionalità. L’atto dovrebbe poi essere notificato alle parti interessate, compreso il presidente del Consiglio dei ministri.

Entro 20 giorni dalla notifica potrebbe essere fissata una prima udienza, da celebrare nei 20 giorni successivi. In questo scenario, i tempi complessivi indicati dai promotori sarebbero di circa tre mesi. L’obiettivo dichiarato è arrivare a una pronuncia della Corte costituzionale a partire da febbraio, una volta completati i passaggi davanti ai tribunali competenti.

I punti contestati

Nel mirino dei ricorrenti ci sono diversi elementi della riforma. Il primo riguarda il sistema delle preferenze, introdotto solo parzialmente. Viene inoltre contestato il numero di firme richiesto per presentare le liste, considerato eccessivo dai promotori dell’iniziativa.

Tra gli altri profili indicati figurano la mancata garanzia piena della parità di genere, il meccanismo previsto per l’assegnazione del premio di maggioranza e la nuova configurazione delle circoscrizioni estero. In particolare, viene richiamata la previsione di un unico collegio denominato Mondo al Senato. Saranno i giudici, nei diversi procedimenti, a valutare se sussistano i presupposti per sottoporre le questioni alla Corte costituzionale.