La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva ieri, giovedì 8 ottobre 2026, la nuova legge elettorale, il cosiddetto Stabilicum. Il provvedimento ha ottenuto 227 voti favorevoli e 164 contrari durante la votazione a scrutinio segreto condotta a Montecitorio.
Approvata la nuova legge elettorale
La maggioranza di centrodestra ha sostenuto con compattezza il testo dopo le tre fiducie incassate nei giorni precedenti sugli articoli chiave della norma.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato l’esito dell’urna evidenziando la tenuta della propria coalizione politica.
“A chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini.”
Le forze politiche d’opposizione hanno contestato vivacemente l’approvazione del provvedimento organizzando proteste interne all’Aula.
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte hanno definito la nuova normativa elettorale un meccanismo scorretto verso l’elettorato, preannunciando iniziative legali immediate per fermarne l’applicazione.
Le minoranze intendono infatti promuovere un ricorso dinanzi alla Corte Costituzionale per sollevare dubbi sulla legittimità della norma.
I punti salienti del testo normativo approvato dal Parlamento definiscono una struttura di voto mista e nuove regole per l’accesso alle assemblee legislative.
| Ambito della riforma | Regole e caratteristiche principali |
|---|---|
| Premio di maggioranza | Scatta al raggiungimento del 42% dei voti, garantendo fino al 55% dei seggi alla Camera |
| Soglie di sbarramento | Fissate al 3% per le liste singole e al 10% per le coalizioni di partiti |
| Listini e preferenze | Presenza di capilista bloccati unita alla reintroduzione delle preferenze scritte |
| Candidato alla presidenza | Indicazione obbligatoria del leader nei programmi elettorali depositati |
Le reazioni dei parlamentari e la spaccatura nell’Aula di Montecitorio
Le dichiarazioni di voto a Palazzo Montecitorio hanno confermato una profonda spaccatura tra la maggioranza di governo e le forze del campo progressista.
Elly Schlein ha criticato l’introduzione delle nuove barriere per la presentazione delle liste elettorali, definendo le prescrizioni sulle sottoscrizioni necessarie una misura limitativa della rappresentanza democratica.
Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha espresso forte contrarietà sul premio di maggioranza previsto dalla legge.
“Questa è una legge truffa pensata per garantire la sopravvivenza della maggioranza, ma la risposta dell’elettorato sarà netta quando si apriranno le urne.”
Sui banchi dell’esecutivo presieduto da Giorgia Meloni il voto finale ha confermato la tenuta dei gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.
I vertici della coalizione governativa hanno difeso la riforma, ribadendo come la reintroduzione della preferenza diretta permetta all’elettore di scegliere personalmente la propria rappresentanza politica dopo decenni di liste bloccate integrali.
I giuristi legati all’opposizione preparano la documentazione da trasmettere alla Consulta. I rilievi di potenziale incostituzionalità si concentrano sull’obbligo di indicazione preventiva del vertice dell’esecutivo e sul forte innalzamento delle firme richieste alle organizzazioni politiche prive di una pattuglia parlamentare uscente.