Piemonte

Metro verso Rivoli, al via i primi lavori dopo il fallimento

Curatori giudiziari completano l’inventario, autorizzando interventi su deposito e stazione Certosa in attesa dei fondi statali.

Qualcosa si muove nel cantiere della metropolitana verso Rivoli, dopo lo stop provocato dal fallimento della ditta Ici. Ieri mattina è iniziato il censimento ufficiale dei beni dell’impresa, incaricata dal 2019 dei lavori della Linea 1 e travolta a luglio dalla crisi finanziaria e dai debiti. I funzionari del tribunale, affiancati da ingegneri professionisti, hanno avviato l’inventario delle attrezzature e dei materiali presenti nell’area di lavoro.

La ricognizione servirà a quantificare il valore dei beni di proprietà di Ici, che potranno essere messi all’asta oppure ceduti all’impresa destinata a subentrare nell’appalto. Secondo le previsioni, l’iter dovrebbe concludersi nell’arco di alcune settimane. Per Infra.To, società incaricata della realizzazione dell’opera, si tratta di un passaggio indispensabile per poter definire il futuro del cantiere e procedere con le attività successive.

Due interventi possono ripartire

Nel frattempo, i curatori fallimentari hanno autorizzato due attività considerate prioritarie. Infra.To potrà proseguire i lavori nell’officina e deposito treni e avviare la costruzione della copertura della stazione Certosa, necessaria a proteggere quanto già realizzato. Sarà inoltre possibile procedere con alcuni appalti minori. Si tratta di interventi limitati, ma indicano che non tutte le attività della Linea 1 sono completamente ferme.

Il via libera arriva mentre restano indispensabili 70 milioni di euro del governo per completare l’opera. La somma è al centro delle richieste dei sindaci di Torino, Collegno, Grugliasco e Rivoli, che hanno organizzato una manifestazione per sollecitare lo stanziamento delle risorse. Il finanziamento dovrà consentire di portare a termine il prolungamento della linea, ancora segnato da ritardi e incertezze.

Il nodo del subentro

Il cantiere interessa un’area in cui migliaia di residenti convivono da anni con lavori e disagi. Secondo una stima del Pd comunale, sono oltre 20 mila i residenti coinvolti dalle conseguenze dei cantieri, aperti da più di sette anni. Restano da completare le future stazioni Certosa, Collegno Centro, Leumann e Cascine Vica, destinata a diventare il capolinea del prolungamento.

Il presidente di Infra.To Bernardino Chiaia si è detto fiducioso sulla possibilità di evitare una nuova gara d’appalto, che comporterebbe una perdita di tempo stimata in oltre un anno. La società ha raccolto l’interesse informale dei secondi e terzi classificati nella procedura originaria a subentrare a Ici. Una soluzione che, secondo Infra.To, potrebbe essere valutata anche prima dell’arrivo dei fondi statali, pur restando questi ultimi necessari per completare l’intervento.

Il prossimo passaggio sarà la conclusione della relazione sullo stato di consistenza dei lavori in carico a Infra.To. Il documento dovrà essere inviato ai collaudatori del Ministero dei Trasporti e ottenere la validazione. Solo dopo sarà possibile far scorrere la graduatoria e verificare se le imprese interessate confermeranno la disponibilità. L’orizzonte indicato per l’avvio dei lavori è l’inizio del 2027, una previsione che i territori coinvolti attendono di vedere tradotta in un calendario concreto.