Cenate Sopra (BG)

Revocati i domiciliari a Luisa Carminati, moglie di Nembrini

Il Riesame accoglie l’istanza dei legali e dispone un’interdizione annuale dalla gestione societaria

Il tribunale del Riesame ha revocato gli arresti domiciliari disposti nei confronti di Luisa Carminati, 56 anni, residente a Cenate Sopra e moglie di Daniele Nembrini. La misura cautelare è stata sostituita con il divieto di esercitare uffici direttivi in persone giuridiche e imprese per la durata di un anno.

La decisione è stata adottata l’8 ottobre 2026, dopo l’udienza che si era svolta martedì. Il provvedimento è arrivato in seguito al ricorso presentato dagli avvocati Barbara Bruni e Marco De Cobelli, difensori dei coniugi. I giudici non hanno ancora depositato le motivazioni: le argomentazioni alla base della scelta dovranno essere rese note entro trenta giorni.

La posizione della difesa

La difesa aveva contestato soprattutto l’attualità del pericolo di reiterazione del reato, ritenuto venuto meno dopo che Carminati aveva lasciato gli incarichi ricoperti nelle fondazioni. Secondo quanto riferito dai legali, gli enti non ricevono da tempo finanziamenti dalla Regione, circostanza indicata per sostenere l’assenza delle condizioni che avevano portato alla misura più restrittiva.

Gli avvocati si sono detti soddisfatti per la sostituzione degli arresti domiciliari con una misura interdittiva. Rispetto alla posizione di Daniele Nembrini, invece, non è stato presentato ricorso, perché, secondo la difesa, la sua situazione sarebbe più complessa.

L’indagine sulla gestione dei fondi

Il procedimento riguarda un’articolata indagine per bancarotta fraudolenta, falso, truffa e peculato. L’ipotesi principale contestata dalla Procura è che i coniugi Nembrini si siano arricchiti attraverso la distrazione di denaro pubblico destinato alle loro scuole.

Entrambi hanno respinto le accuse durante l’interrogatorio preventivo, rendendo anche dichiarazioni spontanee. Con la decisione del Riesame, per Carminati resta quindi in vigore il divieto di ricoprire incarichi direttivi in società e persone giuridiche, mentre resta da verificare se la Procura presenterà a sua volta un’impugnazione contro il nuovo provvedimento.