Nelle aree più isolate della Valle degli Elfi, nel comune di Sambuca Pistoiese, una famiglia ha sollevato un caso legato all’istruzione parentale. La comunità del Popolo degli Elfi vive qui dagli anni Ottanta, scegliendo un rapporto diretto con la natura, l’autoproduzione e uno stile di vita lontano dalle comodità. Oggi le persone che ne fanno parte sarebbero circa un centinaio.
La maggior parte dei bambini e delle bambine della comunità frequenta la scuola a Pavana, dove ha sede una sezione distaccata della Cino da Pistoia. Alcune famiglie, tuttavia, scelgono di occuparsi direttamente dell’educazione dei figli attraverso la scuola parentale, una modalità riconosciuta dalla normativa italiana per assolvere l’obbligo di istruzione. Il percorso prevede verifiche annuali, a tutela del diritto dei minori a ricevere un’istruzione adeguata.
La contestazione del genitore
Tra chi ha scelto questo modello c’è Davide Franceschini, quarantenne originario del Friuli, padre di quattro figli di età compresa tra i cinque e i sedici anni. Dopo aver lasciato le attività di agricoltura e allevamento, Franceschini si dedica all’istruzione parentale dei propri figli e anche di altri bambini, seguendo un’impostazione ispirata ai metodi di Maria Montessori e Rudolf Steiner.
Il genitore sostiene che il figlio tredicenne, che dovrebbe frequentare la terza media, sia stato ingiustamente escluso dall’iscrizione. Franceschini afferma di essersi rivolto ai Provveditorati di Pistoia e Lucca e di aver incaricato un avvocato di seguire la vicenda. Secondo quanto riferito, alla richiesta di iscrizione sarebbe stato risposto che la procedura doveva essere completata entro il 30 marzo 2026. Il padre contesta però la validità di quel termine e sostiene che il ragazzo non risulti attualmente iscritto.
Il ricorso agli uffici competenti
Per tentare di sbloccare la situazione, Franceschini riferisce di voler coinvolgere anche gli assistenti sociali, oltre al legale. Nella lettera consegnata al giornale, il genitore rivendica la possibilità di offrire ai figli un percorso con attività manuali, laboratori ed esperienze pratiche, accanto agli insegnamenti tradizionali.
La sua posizione parte dal riconoscimento della scuola familiare come scelta educativa prevista dalla legge e si concentra sulla necessità, a suo giudizio, di un confronto tra istruzione pubblica e percorsi alternativi. Franceschini richiama infine il valore attribuito allo studio e agli insegnanti nel libro Cuore di Edmondo De Amicis, indicandolo come riferimento personale. La vicenda resta ora legata agli accertamenti degli uffici scolastici e alle iniziative annunciate dalla famiglia.