Sono oltre 227mila le unità immobiliari pubbliche non utilizzate o non utilizzabili censite in Italia, per una superficie complessiva di 40,2 milioni di metri quadrati. Il dato emerge da una ricerca realizzata da Nomisma per Cna Costruzioni sulla base del censimento del Ministero dell’Economia e delle finanze riferito al 2022. Lo studio è stato presentato a Roma, nella sede nazionale della Confederazione, durante un confronto con rappresentanti delle amministrazioni locali, delle Regioni, del Parlamento e del Governo.
Secondo l’analisi, i Comuni possiedono 122.241 immobili, pari al 53,8% del totale delle unità censite. Considerando l’insieme delle amministrazioni locali, la quota raggiunge invece l’81,2% della superficie complessiva rilevata. Per Cna Macerata, questi numeri possono essere letti anche alla luce della situazione della provincia, interessata negli ultimi anni da rilevanti investimenti pubblici per la ricostruzione post sisma e per il Pnrr.
La ricognizione nella provincia
L’associazione propone di avviare un confronto con gli enti locali per conoscere con maggiore precisione il patrimonio inutilizzato o sottoutilizzato e individuare gli immobili che possono essere recuperati. L’obiettivo è collegare gli eventuali interventi alle necessità delle comunità, valutando in anticipo la sostenibilità economica e le modalità di gestione. Non tutti gli edifici, sottolinea Cna, possono essere riqualificati senza una domanda reale o senza un progetto capace di garantirne l’utilizzo nel tempo.
Il presidente di Cna Macerata, Simone Giglietti, ha richiamato in particolare il processo di trasformazione in corso nel territorio. Il programma di ricostruzione relativo ai plessi istituzionali e agli edifici di competenza della Provincia di Macerata vale complessivamente circa 140 milioni di euro. Accanto alle opere finanziate, secondo l’organizzazione, è necessario interrogarsi anche sulle strutture già disponibili e sulle funzioni che potrebbero essere loro attribuite.
Spazio alle piccole imprese
La ricerca evidenzia inoltre che oltre il 76% delle unità immobiliari pubbliche censite ha una superficie non superiore a 100 metri quadrati. La riqualificazione, quindi, non riguarderebbe soltanto grandi complessi o interventi di particolare dimensione, ma anche numerose strutture più contenute. In questo ambito, le piccole e medie imprese potrebbero essere coinvolte nei lavori di costruzione e restauro, nella manutenzione, nell’efficientamento energetico e, dove previsto dai progetti, nella gestione dei beni e dei servizi.
Cna Macerata chiede che l’eventuale percorso parta dall’individuazione degli immobili e dalla definizione degli interventi prioritari. L’associazione propone inoltre procedure e requisiti proporzionati, così da consentire anche alle imprese locali di partecipare. La rigenerazione del patrimonio pubblico, nella prospettiva indicata da Giglietti, potrebbe contribuire a sostenere l’occupazione, mantenere sul territorio parte del valore degli investimenti e contrastare il degrado degli edifici abbandonati, ma soltanto in presenza di progetti credibili e di una gestione sostenibile.