È attesa una nuova riunione tra gli operatori della marineria di San Benedetto del Tronto, chiamati a confrontarsi sui conti ancora in difficoltà dopo la ripartenza successiva al fermo. Al centro del confronto c’è la giornata di protesta del 22 ottobre, annunciata dal settore per denunciare il peso del carburante e degli altri costi sulle imprese di pesca.
Carburante e aste
La convocazione dell’incontro non è ancora stata definita nei dettagli, ma tra gli armatori è emersa la necessità di mettere a punto una posizione comune. Il nodo riguarda il numero di uscite da sostenere in una fase caratterizzata da aste deboli e da un prezzo del gasolio che si aggira attorno a 1,30 euro al litro. Il valore è indicato dagli operatori come molto distante dagli 0,70-0,80 euro registrati alla fine del 2025 e rende ogni giornata in mare una scelta condizionata dalla sostenibilità economica.
La pressione sui costi non riguarda soltanto il porto sambenedettese. Nelle Marche, Coldiretti ha chiesto alla Regione un intervento sul prezzo del gasolio, soprattutto per il comparto agricolo, ma la questione interessa anche la pesca. Dopo il confronto nazionale con Eni, altre compagnie e il ministro Francesco Lollobrigida, è stato annunciato uno sconto del 20 per cento al netto dell’Iva sui carburanti destinati all’agricoltura e alla pesca.
Sconti ancora disomogenei
L’applicazione concreta dell’agevolazione è tra gli aspetti discussi nei porti. A San Benedetto, secondo quanto riferito dagli operatori, il beneficio non sarebbe ancora arrivato alla pompa. Pietro Ricci ha sottolineato le differenze con altre realtà: “Con il gasolio a questi livelli diventa molto difficile sostenere i costi. Si è parlato di risparmi del 20 per cento sui distributori Eni e Ip, ma a San Benedetto ancora non ci sono. A Rimini, da quanto risulta, lo sgravio sarebbe stato attivato; in altre marinerie, invece, non risultano sconti del 20 per cento alla pompa”.
Per la marineria, il problema non riguarda soltanto il prezzo industriale del carburante, ma anche il peso del prelievo e l’effettiva applicazione delle agevolazioni. Torna così il tema delle accise e degli strumenti capaci di ridurre il costo finale sostenuto dalle imbarcazioni. Se lo sconto non viene applicato in modo uniforme, porti diversi rischiano di affrontare la crisi in condizioni differenti.
La riunione servirà a fare il punto prima della protesta del 22 ottobre e a definire una linea condivisa. Sul tavolo resta anche la questione delle giornate di pesca: alcuni operatori chiedono di aumentare le uscite per provare a recuperare ricavi, mentre altri ritengono più prudente limitare l’attività per evitare di consumare gasolio senza garanzie sui prezzi all’asta. Il confronto si inserisce in una fase di bilanci fragili, nella quale la ripartenza non ha ancora riportato equilibrio nei conti delle imprese.