Victor ha iniziato una nuova fase della propria vita lavorando come autista per In Associazione APS, realtà livornese impegnata nell’autonomia e nella mobilità delle persone con disabilità. Dopo una lesione midollare provocata da un incidente stradale, oggi guida un van attrezzato e accompagna persone con disabilità nei loro spostamenti.
L’assunzione rappresenta per l’associazione un passaggio concreto nel percorso di inclusione. Victor svolge un’attività dinamica e responsabile insieme agli altri autisti, superando l’idea che alle persone con disabilità debbano essere riservate soltanto mansioni ritenute tradizionalmente compatibili con la loro condizione. Il mezzo utilizzato può trasportare nove persone ed è predisposto per le esigenze degli utenti del servizio.
Dall’incidente alla patente speciale
In Associazione APS è nata nel 1991 per iniziativa di quattro cittadini mielolesi: Giuseppe Vitiello, Danilo e Luciano Conterio, Giuseppe Bacci e Fabrizio Torsi. Nel tempo l’organizzazione ha concentrato le proprie attività sulle barriere architettoniche, sulla mobilità e sull’inclusione sociale, sviluppando anche servizi per sostenere l’autonomia delle persone con disabilità.
La sede operativa all’interno del presidio ospedaliero ha consentito di attivare, tra gli altri progetti, una scuola guida per il conseguimento della patente B speciale. L’associazione dispone oggi di 19 mezzi attrezzati: alcuni sono destinati al trasporto di persone fragili, mentre altri permettono la guida autonoma attraverso comandi manuali per acceleratore e freno.
Il percorso di Victor è cominciato dopo l’incidente stradale del 24 settembre 2013, che gli ha causato la lesione midollare e la perdita dell’uso delle gambe. Dopo sette mesi di ricovero è tornato a casa, dove lo attendevano la compagna e la figlia, che all’epoca aveva tre mesi. Un anno più tardi ha conseguito la patente grazie al servizio dell’associazione, seguito dall’istruttore volontario Cesario.
Il lavoro come passaggio verso l’autonomia
Dal 2014 Victor ha potuto svolgere il ruolo di padre a tempo pieno e nel settembre 2015 ha celebrato il matrimonio. In seguito ha iniziato a cercare un’occupazione. L’opportunità è arrivata da In Associazione APS, che ha attivato per lui un contratto di lavoro come autista. Per il presidente pro tempore Fabrizio Torsi, l’assunzione rappresenta la conclusione di un percorso iniziato dopo il trauma e proseguito attraverso la riabilitazione, la patente e la riconquista dell’autonomia.
La vicenda mette in relazione anche il soccorso prestato dopo l’incidente, il sostegno dell’associazione e il lavoro quotidiano nei centri socioeducativi. Durante il servizio, Victor può incontrare proprio alcuni dei soccorritori che lo avevano aiutato dopo l’evento stradale. Per Torsi, questo intreccio mostra il ruolo del terzo settore nell’accompagnare una persona verso un nuovo ruolo nella società.
Nel racconto dell’associazione, anche gli utenti del trasporto contribuiscono a rendere concreta l’inclusione. Giulio, un ragazzo autistico che utilizza la navetta, non considera la disabilità di Victor un elemento che definisce la persona alla guida. L’esperienza viene così indicata come un ponte verso la vita e verso la possibilità di andare oltre le conseguenze di un evento traumatico.