Forli' (FC)

Azienda di divani a Forlì, amministrazione giudiziaria

Finanza e Polizia rilevano condizioni degradanti, irregolarità su paghe, orari e sicurezza.

Amministrazione giudiziaria per 12 mesi nei confronti di una società del distretto del mobile imbottito di Forlì, attiva nella produzione di divani e poltrone. Il provvedimento è stato eseguito questa mattina dal personale del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Forlì-Cesena e della Divisione Anticrimine della Questura di Forlì-Cesena.

Il decreto è stato emesso dal Tribunale di Bologna su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Forlì. Le indagini, avviate in un periodo segnato da agitazioni promosse da organizzazioni sindacali e dal conseguente clamore mediatico, avrebbero consentito di raccogliere gravi elementi riconducibili a fenomeni di caporalato.

Le contestazioni sul lavoro

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il libero esercizio dell’attività d’impresa sarebbe stato fondato su una persistente e colposa agevolazione di contesti criminali dediti allo sfruttamento della manodopera. In particolare, la società avrebbe beneficiato consapevolmente di condizioni di lavoro degradanti e del cosiddetto cottage system, espressione utilizzata per indicare la coincidenza tra i luoghi di vita e quelli di lavoro.

Gli investigatori contestano inoltre reiterate violazioni delle norme sugli orari e sulle retribuzioni, con condizioni difformi rispetto a quanto previsto dai contratti collettivi nazionali, oltre a irregolarità relative alla tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro. Le accuse sono al centro degli accertamenti che hanno portato alla richiesta della misura da parte della Procura.

La continuità dell’attività

Il provvedimento non è finalizzato a interrompere l’attività economica della società, ma a favorire una rapida opera di regolarizzazione e di risanamento della gestione. L’obiettivo dell’amministrazione giudiziaria è intervenire sui meccanismi organizzativi e sulle condizioni che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbero consentito lo sfruttamento della manodopera.

Per la durata della misura, all’attuale consiglio di amministrazione viene affiancato un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale. Il suo intervento sarà limitato alle funzioni di controllo e supporto, mentre il normale esercizio dell’impresa resterà affidato all’organo amministrativo già in carica.