Bergamo (BG)

Bergamo, alberi e pista ciclabile per raffreddare via Ghislandi

Il progetto da 1,3 milioni prevede aiuole drenanti, nuove piantumazioni e lo spostamento di 40 posti auto

Via Ghislandi è stata individuata come la strada più esposta al calore urbano di Bergamo. A confermarlo sono i rilevamenti satellitari dell’Agenzia Spaziale Europea, che hanno mappato le isole di calore della città, ma anche l’esperienza quotidiana di chi percorre la strada. L’ampia superficie asfaltata, i manufatti in cemento e la scarsità di vegetazione contribuiscono ad accumulare e restituire calore, con temperature particolarmente elevate durante i mesi più caldi.

Per intervenire sull’area, il Comune ha scelto di destinare a via Ghislandi una parte delle risorse stanziate dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per le nove città italiane insignite del Mission City Label. Il finanziamento complessivo ammonta a 11,8 milioni di euro e si inserisce nel Climate City Contract della Missione europea dedicata alle città intelligenti e a impatto climatico zero.

Un tratto di 280 metri da ripensare

Il progetto di riqualificazione riguarda un tratto di 280 metri e ha un valore di 1,3 milioni di euro. Il piano prevede lo spostamento di 40 parcheggi presenti lungo la strada in strutture vicine, così da recuperare spazio per una nuova pista ciclopedonale, aree verdi e interventi capaci di favorire il drenaggio dell’acqua piovana.

Sono previste 38 nuove alberature, 403 arbusti e 1.880 piante erbacee. La fascia verde drenante raggiungerà complessivamente 530 metri quadrati, con aiuole e superfici progettate per ridurre il ristagno dell’acqua. Secondo l’amministrazione, gli interventi dovranno contribuire ad abbassare le temperature locali, diminuire il rischio di allagamenti e contenere le emissioni di gas climalteranti, favorendo al tempo stesso la mobilità dolce. I lavori dovranno essere completati entro febbraio 2029.

Il progetto sarà sviluppato con il coinvolgimento degli assessorati comunali ai Lavori pubblici, alla Mobilità e alla Rigenerazione urbana. L’assessora al Verde Oriana Ruzzini ha indicato tra gli obiettivi il miglioramento del drenaggio urbano e la riduzione della dipendenza dall’auto.

L’ex concessionaria e il Centro Tastex

Nella stessa zona si trovano anche due edifici dismessi. Il primo è l’ex concessionaria Fiat, oggi ridotta a un rudere, che circa dieci anni fa fu al centro di una vicenda giudiziaria legata al progetto di realizzare una moschea. Nel 2015 una parte della comunità islamica guidata da Imad El Joulani acquistò l’immobile utilizzando una quota di un finanziamento da 5 milioni di euro della Qatar Charity Foundation. Le risorse, tuttavia, erano destinate a un diverso progetto in via Baioni.

Il Comune segnalò l’acquisto alla Digos e, nel dicembre dello stesso anno, il cantiere venne sequestrato nell’ambito di un’indagine per truffa e appropriazione indebita. El Joulani è stato assolto in primo grado nel 2020, mentre in appello sono rimasti il sequestro dell’area e quello dei fondi. L’immobile è stato poi assegnato attraverso un’asta giudiziaria alla Ire Omba, azienda confinante con il sedime dell’ex concessionaria e attiva nella produzione di anelli laminati a caldo.

L’altro edificio è il Centro Acquisti Tastex, chiuso da anni dopo essere stato per decenni un punto di riferimento per il commercio tessile all’ingrosso bergamasco. La struttura, considerata all’avanguardia anche sotto il profilo architettonico, è oggi vuota. Un progetto di ripristino a uso commerciale presentato dalla famiglia Tassetti non ha completato nei tempi previsti le integrazioni richieste dal Comune e il relativo permesso preliminare ha perso validità.