Viterbo (VT)

Via la scritta fascista dal liceo Buratti di Viterbo

La decisione dell’assemblea territoriale segue mesi di pressioni; l’associazione chiede edifici adeguati, fondi pubblici e tutele sociali.

Via la scritta fascista dal liceo Buratti di Viterbo

Il Consiglio provinciale di Viterbo ha approvato una mozione per rimuovere dalla facciata del liceo Mariano Buratti la scritta Casa del Balilla, riferimento alla storia fascista dell’edificio. La decisione arriva dopo mesi di pressioni da parte di studenti, docenti e cittadini, che avevano chiesto di eliminare l’iscrizione dalla sede scolastica.

A commentare il provvedimento è la Rete degli studenti medi, che considera raggiunto l’obiettivo della mobilitazione avviata sul territorio. Lorenzo Colonna, segretario provinciale dell’organizzazione a Viterbo, ha definito la rimozione della scritta una vittoria ottenuta grazie all’azione congiunta della comunità scolastica e della cittadinanza.

Dalla facciata agli interventi nelle scuole

Secondo la Rete, la stessa determinazione dovrebbe ora essere indirizzata verso le condizioni degli istituti della provincia. L’organizzazione chiede scuole sicure, nuovi plessi e spazi adeguati alle esigenze della vita scolastica e studentesca, indicando questi temi come le priorità successive alla vicenda del liceo Buratti.

La Rete degli studenti medi ha inoltre annunciato la partecipazione, il 17 ottobre, a una manifestazione a Roma. Tra le richieste indicate figurano maggiori investimenti nel welfare e nel diritto allo studio, una riduzione delle spese militari e una società definita dall’organizzazione libera da patriarcato e razzismo.

Il confronto con la situazione francese

Nel comunicato, l’organizzazione guarda anche alle mobilitazioni studentesche in Francia, considerate un esempio della capacità dell’organizzazione e della protesta di incidere sulle decisioni pubbliche. Il paragone viene utilizzato per sottolineare criticità ritenute comuni agli studenti italiani e francesi.

Tra i problemi citati ci sono il sottofinanziamento della scuola pubblica, le strutture ritenute fatiscenti e l’aumento del costo della vita. La Rete richiama in particolare il peso delle spese per i trasporti e per il materiale scolastico, inserendo la questione della scritta del liceo Buratti in una più ampia richiesta di investimenti e di interventi sull’edilizia scolastica.