Prato (PO)

Al Politeama di Prato va in scena Colazione in albergo

Sei interpreti affrontano dissociazione, sofferenza e accettazione attraverso linguaggi corporei e riferimenti alla storia della psichiatria.

Venerdì 9 ottobre alle 21, il Politeama Pratese ospita Colazione in albergo, spettacolo di teatro-danza contemporaneo dedicato al tema della fragilità psicologica. L’appuntamento è in programma alla vigilia della Giornata mondiale della salute mentale e rientra nella rassegna Politeama Spring Dance, all’interno della quale era inizialmente previsto lo scorso 13 marzo.

Ideato, diretto e coreografato da Giulia Fioravanti, il lavoro utilizza la metafora dell’albergo per raccontare traumi e ferite interiori: presenze che possono accompagnare una persona per un periodo, ma che non sono necessariamente destinate a restare per sempre. Attraverso danza contemporanea e teatro-danza, lo spettacolo affronta il disagio psichico mettendo in relazione esperienze personali, filosofia greca e riferimenti alla psichiatria contemporanea.

Il percorso tra fragilità e relazioni

Al centro della rappresentazione c’è l’invito a riconoscere e accettare le proprie fragilità, in contrasto con la ricerca della perfezione e con l’individualismo che spesso caratterizzano la società contemporanea. Il percorso scenico si sofferma anche sulla possibilità di fallire e sul valore delle relazioni, della solidarietà e dell’inclusione come strumenti per affrontare la sofferenza.

In scena si muovono sei danzatrici professioniste: Beatrice Fattori, Maeli Nada, Daria Di Giuseppe, Alessandra Maria Tittocchia, Marina Buelli ed Esperanza Valentina Otero Florez. Lo spazio è essenziale e sospeso tra dimensione reale e onirica. Camici da ospedale e abiti quotidiani accompagnano un viaggio nei meccanismi della mente, con riferimenti alla dissociazione, alla sofferenza e all’accettazione.

Filosofia e storia della psichiatria

Un elemento ricorrente dello spettacolo è il tema del doppio, evocato dalla presenza di due piccole gemelle e dal gioco dello specchio. Tra gli oggetti simbolici compare anche un cappello rosso, richiamo al Daimon della filosofia socratica, inteso come voce interiore. Il lavoro cita inoltre Platone, Aristotele e lo psicoanalista James Hillman.

La rappresentazione ripercorre alcuni passaggi della storia della psichiatria, dall’abolizione dei manicomi con la legge Basaglia alle successive trasformazioni dell’assistenza e della normativa. La voce fuori campo è quella del medico psichiatra Antonino Tamburello, fondatore e direttore dell’Istituto Skinner di Roma. Completa il progetto il brano Seghe mentali, scritto appositamente da Matilde Rosati.

I biglietti costano 25 euro, mentre per gli allievi delle scuole di danza è previsto un prezzo ridotto di 10 euro. I tagliandi sono disponibili alla biglietteria del teatro e su TicketOne. La biglietteria del Politeama Pratese è aperta dal martedì al sabato dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19; il mercoledì osserva l’orario 10.30-12.30. Le informazioni sono disponibili sul sito www.politeamapratese.it.