Il Consiglio comunale di Modena ha approvato il nuovo protocollo d’intesa tra il Comune e la Federazione italiana scuole materne, Fism, per il triennio scolastico 2026-2029. La delibera, presentata dall’assessora alle Politiche educative Federica Venturelli, ha ottenuto il voto favorevole della maggioranza e delle opposizioni, con l’unico voto contrario di Paolo Ballestrazzi, esponente di Pri-Azione-Sl.
L’accordo aggiorna la collaborazione tra amministrazione e scuole dell’infanzia paritarie aderenti alla Fism, inserite nel sistema integrato 0-6 della città. A Modena sono oltre 1.230 i bambini tra i 3 e i 6 anni che frequentano queste strutture: il dato corrisponde al 31,5% degli oltre 3.900 bambini iscritti complessivamente alle scuole dell’infanzia cittadine.
Contributi in aumento
Il nuovo protocollo lascia invariati i contributi comunali destinati al coordinamento pedagogico e alla riduzione delle rette per le famiglie con Isee fino a 9.500 euro. A crescere sarà invece il sostegno per il funzionamento di base e la qualificazione dell’attività didattica, erogato direttamente alle singole scuole per un massimo di 60 sezioni.
Il contributo sarà di 19.500 euro per sezione nel 2026-27, salirà a 20.500 euro nell’anno scolastico 2027-28 e raggiungerà 21.000 euro nel 2028-29. L’incremento è stato motivato dall’aumento dei costi di gestione e dagli effetti dei rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro.
Il testo disciplina inoltre i finanziamenti per il funzionamento didattico, il coordinamento pedagogico, gli insegnanti di sostegno e i progetti per il miglioramento della didattica. Sono previsti interventi rivolti alla povertà educativa, all’inclusione e alla formazione dei docenti, oltre a verifiche affidate al Comitato di gestione del protocollo e alla Commissione didattica.
Il confronto in Consiglio
Tra gli impegni richiesti alle scuole figurano l’ammissione di tutti i bambini che ne facciano richiesta, senza esclusioni, la disponibilità di adeguate figure di sostegno per gli alunni con disabilità, la formazione degli insegnanti e il coinvolgimento delle famiglie. Le strutture dovranno inoltre partecipare ai progetti di continuità con nidi e scuole primarie e aderire al Centro unico delle iscrizioni.
Nel dibattito in Aula, diversi consiglieri hanno evidenziato il ruolo delle scuole Fism nell’offerta cittadina e la necessità di garantire alle famiglie una pluralità di scelta. Gli interventi hanno richiamato anche l’aumento dei costi, le esigenze legate alla disabilità e il contributo delle strutture paritarie soprattutto nelle frazioni. I gruppi favorevoli hanno descritto l’intesa come parte di un sistema integrato sottoposto alla regia e ai controlli del Comune.
Martino Abrate, di Avs, ha confermato la contrarietà del gruppo al finanziamento pubblico delle scuole paritarie, riconoscendo però la specificità della fascia 3-6 anni e il ruolo svolto dalle strutture Fism nell’accoglienza e nell’inclusione. Paolo Ballestrazzi ha invece contestato il sostegno pubblico al sistema paritario e ha espresso dubbi sui meccanismi di controllo, programmazione e verifica previsti dal protocollo.
Nelle conclusioni, l’assessora Venturelli ha difeso l’accordo come una scelta di investimento nel sistema educativo integrato, ribadendo il ruolo del Comune nella definizione delle regole, nel monitoraggio della qualità e nella garanzia delle pari opportunità. Il protocollo, ha sottolineato, punta a conciliare la libertà di scelta delle famiglie con obiettivi comuni su inclusione, formazione e qualità dei servizi.