Valle d'Aosta

La Resistenza valdostana rivive nei fumetti degli studenti

Ventisei storie nate da testimonianze familiari saranno raccolte in un’esposizione itinerante tra Comuni, biblioteche e istituti.

Sono 26 le storie a fumetti realizzate dagli alunni delle scuole valdostane per raccontare episodi, luoghi e testimonianze legati alla Resistenza, alla Liberazione e alla nascita dell’Autonomia. I lavori sono stati presentati il 7 ottobre ad Aosta, nella sede del Celva, nell’ambito del progetto Resistenza, Liberazione, Autonomia. I ragazzi raccontano la Valle d’Aosta a fumetti.

L’iniziativa, promossa con il coinvolgimento delle scuole primarie e secondarie di primo grado, è nata per conservare una memoria affidata spesso alla trasmissione orale all’interno delle famiglie e delle comunità. Alle sei storie realizzate durante la prima edizione si sono aggiunti altri venti lavori prodotti nell’anno scolastico 2025/26. I pannelli saranno ora messi a disposizione di Comuni, biblioteche e istituti scolastici attraverso una mostra itinerante.

Il racconto passa dalle famiglie alle classi

Alla base del progetto c’è la consapevolezza che, a ottant’anni dagli eventi della Resistenza e della Liberazione, diminuiscano le testimonianze dirette e si interrompa progressivamente il passaggio dei ricordi tra nonni e nipoti. Alcuni episodi scelti dagli studenti erano infatti conosciuti soprattutto attraverso racconti familiari, tramandati nel tempo all’interno dei singoli paesi.

Ronny Borbey, sindaco di Charvensod, componente del consiglio di amministrazione del Celva e responsabile politico dell’iniziativa, ha spiegato che il progetto è nato dalla volontà di dare voce a ricordi che rischiavano di scomparire. Il percorso ha permesso agli alunni di concentrarsi non soltanto su fatti di particolare rilievo, ma anche su vicende locali capaci di segnare la storia delle famiglie e delle comunità.

Per il presidente della Regione Renzo Testolin, la scuola svolge un ruolo essenziale nel trasferire alle nuove generazioni non solo gli avvenimenti, ma anche le emozioni legate al fascismo, alla Seconda guerra mondiale, alla Liberazione e all’Autonomia. Gli studenti hanno cercato informazioni nelle proprie famiglie, intrecciando la storia generale con luoghi conosciuti e frequentati quotidianamente. Tra gli episodi rappresentati c’è anche l’occupazione nazista di Fénis.

Studiare prima di disegnare

L’assessore regionale all’Istruzione Erik Lavevaz ha sottolineato il valore del progetto nella costruzione di una coscienza storica. L’obiettivo non è soltanto conoscere ciò che è accaduto, ma imparare a interpretarlo e comprendere che libertà e diritti sono il risultato delle scelte e delle lotte delle generazioni precedenti.

Le classi sono state accompagnate nei laboratori dalla fumettista e sceneggiatrice Erika Centomo. Prima di arrivare alle tavole, gli studenti hanno dovuto studiare gli avvenimenti, selezionare gli elementi più importanti e trasformarli in una narrazione composta da testo e immagini. I ragazzi si sono divisi i compiti tra scrittura, disegno e colore, scegliendo in autonomia gli episodi da raccontare e il modo per rappresentarli.

Il progetto proseguirà fino al 2028 e la terza edizione è già stata avviata. Potranno partecipare fino a venti classi, ammesse in ordine di adesione. Il presidente del Celva Alex Micheletto ha indicato come obiettivo l’estensione progressiva dell’iniziativa alle comunità di tutti i 74 Comuni valdostani.

In prospettiva, le storie realizzate dagli studenti saranno riunite in una pubblicazione cartacea. Nel frattempo, i 26 pannelli già prodotti potranno essere esposti sul territorio, riportando nelle comunità i racconti dai quali è partito il lavoro degli alunni e contribuendo a conservarli per le generazioni future.