Luca De Marchi, ex consigliere comunale di Mantova, è stato condannato a un anno e un mese di reclusione per discriminazione razziale e offese al Presidente della Repubblica. La pena è sospesa. La decisione del Tribunale riguarda alcune dichiarazioni pubblicate su Facebook, mentre l’imputato è stato assolto per il caso delle cosiddette frittelle razziste.
La vicenda risale al febbraio 2019, quando sulla pagina Facebook Sovranista mantovano Luca De Marchi era stata annunciata la distribuzione gratuita di frittelle durante la fiera di Sant’Anselmo. L’iniziativa, secondo quanto contestato all’epoca, era stata inizialmente riservata ai bambini italiani. Il procedimento ha però portato alla condanna per i contenuti scritti sul social network e non per l’episodio della distribuzione, sul quale è arrivata l’assoluzione.
La reazione di Forza Nuova
La sentenza ha provocato la reazione di Forza Nuova. In una nota, il segretario nazionale Roberto Fiore ha accostato De Marchi alla figura di Giovannino Guareschi, sostenendo che l’ex consigliere sarebbe stato condannato per avere difeso la libertà di espressione. Il partito ha inoltre definito il caso un esempio di condanna per reati ideologici e ha contestato la disciplina relativa al vilipendio del Presidente della Repubblica.
Manuel Melis, coordinatore di Forza Nuova Mantova, ha annunciato per i prossimi giorni un presidio sul tema. Secondo il movimento, la vicenda non riguarderebbe soltanto la posizione del singolo imputato, ma una questione più ampia legata alla libertà degli italiani. L’iniziativa, tuttavia, è stata annunciata senza indicazioni ulteriori su luogo e modalità di svolgimento.
La posizione della parte civile
Di segno opposto la posizione del Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione, presieduto da Aleksandra Matikj e costituito parte civile nel processo. L’organizzazione ha preso atto che il Tribunale non ha disposto una provvisionale immediatamente esecutiva per il risarcimento dei danni all’interno della sentenza penale.
Il Comitato potrà quindi valutare se avviare una causa civile autonoma, nella quale dovrà dimostrare i danni subiti in conseguenza dei reati per cui De Marchi è stato condannato. Per il momento, le motivazioni della sentenza non sono ancora disponibili. Resta inoltre possibile un ricorso in appello, mentre sulla vicenda pesa anche il rischio di prescrizione. La polemica tra le parti è già entrata nel vivo, con posizioni contrapposte sulle conseguenze giudiziarie e sul significato pubblico della decisione.