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Nuovi documenti riaprono il caso sui pedali della bici di Stasi

Appunti del Ris e una consulenza dei pm segnalano esiti mai confluiti nel fascicolo ufficiale

Nuovi documenti riaprono il caso sui pedali della bici di Stasi

Nuovi elementi documentali riaccendono l’attenzione sugli accertamenti eseguiti nel 2007 sulla bicicletta di Alberto Stasi, allora fidanzato di Chiara Poggi e condannato in via definitiva per l’omicidio della giovane. Secondo quanto emerso da appunti interni del Ris di Parma e da materiale acquisito dalla Procura di Pavia, una traccia individuata sui pedali sarebbe stata sottoposta a un test specifico per la ricerca di sangue umano con esito negativo. Il risultato, tuttavia, non compare nelle relazioni ufficiali del procedimento per il delitto di Garlasco.

Il test sui pedali

Il 20 settembre 2007, nei laboratori del Ris, furono esaminati i pedali della bicicletta da uomo appartenuta a Stasi. Le annotazioni descrivono almeno due piccole tracce brune sul pedale con vite destrorsa e almeno un’altra sul pedale con vite sinistrorsa. Le tracce risultarono positive al Combur, un’analisi preliminare in grado di indicare la possibile presenza di materiale ematico. Il campione prelevato dal pedale con vite sinistrorsa sarebbe stato poi sottoposto all’Obti test, esame mirato per la ricerca di sangue umano, con esito negativo.

Quell’esito sarebbe rimasto annotato soltanto in un documento interno al corpo investigativo. Nella relazione preliminare redatta il 24 settembre dall’allora capitano del Ris Alberto Marino, consulente della pm Rosa Muscio, vengono invece riportati i risultati positivi del Combur su microtracce di consistenza ematica lunghe circa tre millimetri. La relazione collega inoltre il materiale biologico al profilo di Chiara Poggi, individuato nelle analisi del 19 settembre, ma non fa riferimento al risultato negativo dell’Obti.

Gli altri risultati non depositati

La questione assume rilievo anche per due contro-analisi effettuate nel pomeriggio del 20 settembre. Secondo gli appunti e i dati grezzi esaminati nelle ultime settimane, le corse elettroforetiche avrebbero prodotto tracciati completamente piatti. Anche questi risultati, stando alla ricostruzione, non sarebbero stati inseriti negli atti trasmessi agli inquirenti.

Il contesto è quello dei primi accertamenti sulla bicicletta, considerata un reperto importante nell’indagine. Il 24 settembre 2007 Stasi venne arrestato perché il campione biologico prelevato sul mezzo era stato ritenuto con elevata probabilità sangue. Il reperto non fu poi riconosciuto come materiale ematico e l’uomo venne scarcerato alcuni giorni dopo. La nuova documentazione, acquisita dalla Procura di Pavia nei giorni scorsi, potrebbe quindi aggiungere un elemento alla ricostruzione delle comunicazioni tra il Ris e gli investigatori, ma dovrà essere valutata nell’ambito degli accertamenti giudiziari.

Un ulteriore foglio di lavoro, acquisito al Ris di Parma l’11 settembre e datato 26 settembre 2007, riguarderebbe un campione indicato come bu_p_bis, sempre collegato ai pedali della bici. Secondo la consulenza firmata dagli esperti Previderé e Grignani, il documento riporterebbe una quantificazione di 18,9 picogrammi per millilitro di Dna umano e di 8,44 picogrammi per millilitro di Dna maschile. Tali valori non risultano, in base alla ricostruzione, nelle relazioni tecniche o nei verbali delle operazioni già consultati.

Gli elementi descritti provengono da un fascicolo interno e da atti acquisiti recentemente dai pm pavesi. La loro rilevanza dovrà essere verificata confrontandoli con la documentazione ufficiale e con gli esiti complessivi del procedimento. Le annotazioni, da sole, non modificano l’accertamento giudiziario definitivo sulla responsabilità per la morte di Chiara Poggi, ma riaprono il tema della completezza degli atti relativi alle analisi sui pedali della bicicletta.