Per Giovanni Malagò il commissariamento della Figc sembra avere i giorni contati. L’esperienza da commissario, del resto, non sembra essere particolarmente gradita all’ex presidente del Coni, che punta a riprendersi al più presto la poltrona federale conquistata a giugno con il 68,58% dei voti. Il percorso per il ritorno alla guida della Federazione è già stato tracciato: oggi verrà convocata formalmente l’Assemblea elettiva, mentre la data è stata definita ieri dopo una serie di contatti e verifiche. L’appuntamento è fissato per lunedì 14 dicembre alle 11, all’Hotel Hilton Airport di Fiumicino.
La strategia di Malagò dovrebbe ricalcare quella seguita pochi mesi fa. Il commissario punta infatti a ottenere nuovamente l’indicazione della Lega Serie A, la componente che lo aveva sostenuto nella precedente elezione. Gli equilibri interni possono essere cambiati in parte, ma i segnali arrivati negli ultimi giorni sono favorevoli. Diversi club hanno infatti ribadito pubblicamente il proprio sostegno a Malagò, confermando una linea che sembra destinata a garantirgli senza particolari difficoltà il primo passaggio verso la candidatura.
Per ottenere l’accredito della Serie A è sufficiente il sostegno della metà più uno dei 20 club. Non sarà quindi necessario replicare per forza i 19 consensi raccolti nella precedente occasione: anche con qualche defezione, Malagò dovrebbe riuscire a superare agevolmente la soglia richiesta. A quel punto partirà la fase più burocratica della candidatura, che dovrà essere formalizzata entro il 4 novembre, vale a dire 40 giorni prima dell’appuntamento elettorale.
Il dossier comprenderà il programma, le autocertificazioni e soprattutto il requisito del tesseramento, elemento indispensabile per poter correre per la presidenza. Resta ancora da capire quale sarà la società attraverso la quale Malagò deciderà di tesserarsi. L’indicazione dovrebbe arrivare da una realtà impegnata anche nel sociale, completando così il percorso necessario per rendere ufficiale la candidatura.
Una corsa che al momento sembra senza rivali
Sul fronte degli avversari, invece, lo scenario appare decisamente più semplice. Giancarlo Abete non sembra intenzionato a ricandidarsi e, almeno per il momento, non emergono altri nomi in grado di mettere seriamente in discussione il ritorno di Malagò. Nel calcio italiano, però, la prudenza resta d’obbligo e fino alla presentazione ufficiale delle candidature non si possono escludere sorprese.
La sensazione è comunque che le diverse componenti del calcio italiano vogliano chiudere rapidamente la parentesi del commissariamento. Dalla Lega Serie A alla Lega Nazionale Dilettanti, passando per le altre componenti federali, l’elezione di Malagò era stata riconosciuta come legittima e in più occasioni era stato manifestato il dissenso nei confronti della soluzione commissariale.
Ora, dopo la caduta del Consiglio federale, l’obiettivo è superare rapidamente questi due mesi e ripartire dal punto in cui il lavoro si era interrotto. Con Malagò nuovamente presidente, l’idea sarebbe quella di garantire continuità al percorso già avviato e creare le condizioni per affrontare le riforme considerate necessarie per il calcio italiano.
Come funziona l’elezione
L’Assemblea federale sarà composta da 273 delegati, in rappresentanza delle società e delle varie componenti del calcio: Lega Serie A, Serie B, Lega Pro, Lega Nazionale Dilettanti, atleti dell’Aic e tecnici dell’Aiac.
Il presidente verrà eletto, anche in caso di ballottaggio, con la metà più uno dei voti esprimibili dai presenti accreditati. Se i candidati saranno uno o due, sono previsti fino a tre scrutini. Il voto sarà segreto ed elettronico e ciascun delegato potrà esprimere la propria preferenza per un solo candidato.
Prima dell’elezione del presidente, però, le singole componenti dovranno procedere alla scelta dei propri rappresentanti nel Consiglio federale. Alla Lega Serie A spettano quattro consiglieri, due alla Serie B, due alla Lega Pro e sei alla Lega Dilettanti. Quattro saranno invece i rappresentanti degli atleti, due professionisti e due dilettanti, mentre ai tecnici spettano due posti, uno per i professionisti e uno per i dilettanti.
Un meccanismo articolato, ma che in questo momento sembra avere un finale già scritto. Dopo il terremoto che ha portato al commissariamento, il calcio italiano si prepara a tornare alle urne per la seconda volta nello stesso anno. E Malagò, salvo sorprese dell’ultima ora, sembra destinato a riprendersi quella poltrona che aveva già conquistato a giugno.