Bergamo (BG)

È morto Alfonso Modonesi, fotografo della storia di Bergamo

Dalla Primavera di Praga alle sale operatorie, un patrimonio di 100mila negativi documenta decenni di cronaca e vita quotidiana.

È morto Alfonso Modonesi, fotografo della storia di Bergamo

Alfonso Modonesi, tra i fotografi più noti e apprezzati di Bergamo, è morto dopo una carriera iniziata nei primi anni Sessanta. A dare l’annuncio è stata la figlia Chiara Maria Modonesi, che ha pubblicato una fotografia in bianco e nero del padre ancora giovane. Nato il 25 maggio 1941, Modonesi aveva costruito il proprio percorso attraverso reportage dedicati alla cronaca, alla vita sociale e ai cambiamenti del territorio.

La formazione decisiva arrivò al Fotoclub Bergamo, dove incontrò Pepi Merisio e Carlo Leidi. Lo stesso Modonesi ricordava quell’ambiente come il luogo in cui aveva respirato l’ispirazione, a contatto con fotografi come Brembilla e Della Vite. Nel 1964 e nel 1965 vinse il primo premio per il fotoreportage a Fermo, affermandosi già allora per uno sguardo attento alla realtà e alle persone.

Dal reportage internazionale alla città

Tra i lavori più conosciuti figura il reportage realizzato a Praga nel 1968, quando Modonesi partì insieme a Carlo Leidi mentre i carri armati del Patto di Varsavia ponevano fine alla primavera di Dubček. Quel lavoro, dedicato all’autunno di Praga, ebbe una diffusione internazionale. La sua attività si mosse però anche su temi molto diversi: documentò il lavoro del cardiochirurgo Gaetano Azzolina sui cosiddetti bambini blu, la vita delle suore di clausura di Santa Grata a Bergamo e l’apertura della stagione alla Scala nello stesso anno.

Dalla sala operatoria al palcoscenico, dalla clausura alle piazze, Modonesi raccontò realtà lontane tra loro con un approccio diretto e partecipe. I suoi scatti hanno documentato il lavoro, i mutamenti urbani e la vita quotidiana dell’Italia del secondo Novecento, trasformando momenti spesso ordinari in testimonianze destinate a durare nel tempo.

Un archivio tra libri e collezioni

Le immagini realizzate sul territorio negli anni Sessanta e Settanta sono confluite nei volumi del Centro Studi Valle Imagna Chelò, pubblicato nel 2001, e Fogliò, del 2002. I titoli, in dialetto, significano qui e là. Alla città è invece dedicato Bergamo. Una città e il suo fascino, pubblicato nel 1977. Nel corso della sua attività Modonesi collaborò anche con Rizzoli Press e con il Touring Club Italiano, oltre a svolgere il ruolo di consulente editoriale per le banche popolari di Bergamo, Ancona e Macerata.

Accanto al lavoro d’autore, Modonesi sviluppò un’attività imprenditoriale attraverso lo studio che porta il suo nome, nato nel 1970 dalla sua passione per la fotografia, secondo quanto riportato dal sito aziendale. Il fondo fotografico conserva 100.000 negativi, 20.000 stampe e 100.000 diapositive, con immagini datate dal 1963 al 2016.

Per volontà dell’autore, dal 2018 il fondo è depositato al Museo delle Storie di Bergamo. La raccolta è tra le acquisizioni più recenti dell’Archivio fotografico Sestini, insieme ai fondi di Pepi Merisio e Goglio. Un patrimonio che conserva la memoria visiva di una città e di un Paese osservati attraverso oltre mezzo secolo di trasformazioni.