Massa (MS)

A Massa Carrara il movimento entra nella prevenzione e nelle cure

Al Noa, esperti hanno discusso il rapporto tra infiammazione, sport e patologie croniche.

Il rapporto tra attività fisica, infiammazione e salute è stato al centro del convegno Infiammazione, attività fisica e salute, ospitato nella sala conferenze del Noa di Massa. L’iniziativa ha riunito medici, specialisti e addetti ai lavori per approfondire il ruolo dell’esercizio motorio nella prevenzione e nella gestione di diverse patologie croniche non trasmissibili.

L’appuntamento è stato promosso dai medici Cesare Tonini e Carlo Manfredi, che hanno curato il programma scientifico e il coordinamento dei lavori. Il tema centrale è stato l’impiego dell’attività fisica non soltanto come strumento legato agli stili di vita, ma anche come possibile componente del percorso terapeutico, da integrare con le indicazioni cliniche e farmacologiche.

Infiammazione e attività sportiva

La prima sessione, moderata dai dottori Stefani e Porcellini, si è aperta con la relazione di Manfredi sull’infiammazione cronica di basso grado. A seguire sono stati affrontati diversi aspetti collegati alla pratica sportiva e all’esercizio: Latorre ha parlato di asma nell’attività fisica, mentre Bertoli si è concentrato sul bilancio idroelettrolitico durante lo sforzo. Villani ha analizzato la gestione dei traumi odontoiatrici negli atleti e Di Muro ha illustrato il tema dell’attività fisica adattata e dei gruppi di cammino.

La seconda parte dell’incontro, coordinata dai moderatori Piolanti e Giammattei, ha approfondito questioni di carattere cardiologico e clinico. Il dottor Ratti ha esaminato la sindrome di Brugada e le anomalie del tratto Qt associate all’attività fisica intensa. Baccetti ha affrontato il rapporto tra diabete e sport, mentre Maremmani ha illustrato i possibili benefici dell’esercizio motorio nelle persone con morbo di Parkinson.

Prevenzione e patologie croniche

La sessione si è conclusa con l’intervento di Pampana sui miglioramenti legati all’esercizio fisico nella steatosi epatica. Gli interventi hanno proposto prospettive differenti, accomunate dalla necessità di valutare l’attività motoria in modo personalizzato, tenendo conto delle condizioni di salute e delle caratteristiche dei pazienti.

La giornata si è chiusa con una discussione tra i partecipanti e con il questionario Ecm. Il confronto ha ribadito l’importanza di un approccio integrato che affianchi movimento, corretti stili di vita e medicina nella prevenzione e nella gestione delle malattie croniche.