La Giunta comunale di Cairo Montenotte ha formalizzato la contrarietà alla realizzazione e alla localizzazione del nuovo termovalorizzatore regionale nel territorio cittadino e, più in generale, in Val Bormida. La delibera è stata trasmessa nella mattinata di lunedì 5 ottobre al presidente della Regione Liguria, all’assessore regionale competente per il ciclo dei rifiuti, al presidente del Consiglio regionale, ad ARLIR, alla Provincia di Savona, ad ARPAL, ad ASL 2 e ai sindaci dei Comuni della valle.
Il provvedimento fa seguito alla posizione espressa dal sindaco Paolo Lambertini durante il Consiglio comunale del 2 ottobre. Con l’atto, l’amministrazione ha ribadito in forma ufficiale il diniego al progetto e ha chiesto alla Regione di escludere Cairo Montenotte e la Val Bormida dalle aree considerate per la realizzazione dell’impianto.
Le ragioni della contrarietà
La delibera recepisce i contenuti dell’emendamento presentato dal gruppo di maggioranza Noi per Cairo – Lambertini Sindaco, con l’obiettivo di arrivare a una posizione condivisa in Consiglio comunale. Dopo il mancato accoglimento della proposta da parte dei consiglieri di minoranza firmatari della mozione originaria, la Giunta ha scelto di formalizzare autonomamente la linea dell’amministrazione.
Nel documento sono indicate cinque macro-motivazioni. La prima riguarda la persistente criticità ambientale del territorio: in alcune zone del Comune, secondo quanto riportato nell’atto, i livelli di alcuni inquinanti pericolosi continuano a superare i limiti di legge. La Giunta richiama inoltre la tutela della salute pubblica e il ruolo dei sindaci, sostenendo che le attuali misure di mitigazione e i regimi sanzionatori non offrirebbero garanzie sufficienti sul rispetto dei parametri ambientali.
Un altro capitolo riguarda gli aspetti epidemiologici. I dati storici sul monitoraggio della salute della popolazione della valle vengono descritti come motivo di preoccupazione e, proprio per questo, la delibera chiede particolare cautela di fronte all’ipotesi di insediare una struttura di grandi dimensioni.
Tra carico industriale e viabilità
L’amministrazione teme anche che la presenza del nuovo impianto possa trasformare la Val Bormida in un distretto legato al trattamento dei rifiuti. Il territorio, si legge nel provvedimento, ha già sostenuto per decenni un pesante carico industriale e ospita numerose attività connesse al ciclo dei rifiuti. Un’ulteriore concentrazione potrebbe quindi ostacolare i percorsi di riqualificazione e diversificazione economica avviati nella zona.
La quinta motivazione riguarda le infrastrutture e il traffico pesante. Il termovalorizzatore comporterebbe l’arrivo di rifiuti da fuori valle, con un aumento dei mezzi in transito su una rete viaria ritenuta fragile e non adeguata a sopportare un ulteriore carico. Per queste ragioni, la Giunta ha confermato la propria opposizione alla localizzazione dell’impianto e si è riservata ulteriori iniziative nelle sedi competenti a tutela del territorio e dei cittadini della Val Bormida.