Federconsumatori Rimini contesta l’efficacia degli sconti annunciati sui carburanti e sulle forniture energetiche. Al centro della denuncia ci sono la scadenza della riduzione sulle accise del gasolio e l’offerta presentata da Eni Plenitude alle famiglie, ritenuta dall’associazione insufficiente rispetto ai rincari registrati nei listini.
Martedì 6 ottobre termina lo sconto sulle accise del diesel, pari ad appena 6,1 centesimi al litro. Secondo Federconsumatori Rimini, la conclusione della misura comporta un’immediata risalita dei prezzi alla pompa. Il tetto fissato da Eni per il gasolio, inizialmente indicato a 2,19 euro al litro per un mese, è stato portato dalla stessa compagnia a 2,25 euro al litro. Anche il limite previsto per la benzina è aumentato, da 1,99 a 2,05 euro al litro, senza interventi sulle relative accise.
Il calcolo sulle forniture
Nel mirino dell’associazione c’è anche la promozione lanciata una settimana prima da Eni Plenitude, che prospettava alle famiglie una riduzione del 30% sul costo della materia energia. Federconsumatori sostiene però che il dato debba essere valutato considerando le tariffe di partenza e gli aumenti intervenuti nel frattempo.
Prima della nuova proposta, il pacchetto della compagnia prevedeva già una riduzione del 15% su una tariffa base. Nel giro di una settimana, secondo i dati richiamati dall’associazione, quella tariffa è cresciuta del 21,2% per l’elettricità e del 20,8% per il gas. Rispetto ai costi pubblicati sul sito di Eni il 30 settembre, il risparmio effettivo per i clienti sarebbe quindi di circa il 16,7%. Per Federconsumatori, il risultato è che la nuova offerta non avrebbe modificato in modo sostanziale la spesa delle famiglie.
Le richieste al governo
L’associazione annuncia che intende sollecitare una verifica anche da parte di Arera e Agcm. Nel documento diffuso da Federconsumatori viene inoltre criticato il ruolo del governo, accusato di aver accompagnato l’iniziativa di Eni con una campagna pubblicitaria gratuita e con dichiarazioni favorevoli, mentre gli aumenti dei listini avrebbero ridotto l’effetto degli sconti annunciati.
Federconsumatori chiede nuove regole e sanzioni contro eventuali fenomeni speculativi lungo le filiere dei carburanti e dei beni di largo consumo. Tra le proposte figurano riduzioni delle accise di almeno 20 centesimi sulla benzina e 30 sul diesel, l’ampliamento dei bonus per l’energia, il disaccoppiamento dei prezzi di gas ed elettricità e la riduzione degli oneri di sistema.
Nel pacchetto di richieste rientrano anche lo scorporo delle accise dal calcolo dell’Iva, un’aliquota massima del 10% sui beni energetici, misure di sostegno ai redditi fissi e una tassazione adeguata dei cosiddetti superprofitti. L’associazione sollecita infine investimenti più rapidi nelle fonti rinnovabili e nella transizione ecologica.