A una settimana dal taglio dei prezzi deciso da Eni, in diversi distributori della provincia di Reggio Emilia benzina e diesel risultano esauriti ai self-service. In alcuni impianti le colonnine sono state chiuse con il nastro bianco e rosso, mentre in altri sono comparsi cartelli che segnalano l’indisponibilità dei carburanti. La situazione sta provocando disagi agli automobilisti e riaccende il confronto sulle modalità con cui vengono applicati gli sconti.
Le difficoltà dei gestori
Secondo la Faib Confesercenti, la riduzione dei prezzi avrebbe penalizzato anche i gestori degli impianti. Lorenzo Reggiani, delegato dell’associazione a Reggio Emilia, ha definito l’iniziativa una scelta più promozionale che finalizzata a una riduzione strutturale dei costi. A suo avviso, la decisione sarebbe stata comunicata ai gestori con scarso preavviso, creando difficoltà nella gestione delle scorte.
Reggiani ha spiegato che un esercente può acquistare il carburante a un determinato prezzo e ricevere soltanto in seguito l’indicazione di applicare lo sconto. In questo modo, secondo la Faib, il gestore rischierebbe di perdere tra 5 e 7 mila euro sul prodotto già acquistato. Il problema, ha aggiunto il rappresentante sindacale, riguarda soprattutto gli operatori indipendenti, le cosiddette pompe bianche, che non dispongono di attività di raffinazione e hanno margini di manovra più ridotti.
Il nodo delle accise mobili
La riduzione dei prezzi praticata da Eni e gli sconti applicati in questi giorni anche da altre compagnie avrebbero spinto alcuni gestori ad acquistare quantità inferiori di carburante. La Faib collega questa scelta sia all’incertezza del mercato sia alla difficoltà, per alcuni operatori, di disporre della liquidità necessaria. Una conseguenza segnalata dall’associazione è proprio la temporanea indisponibilità di benzina e diesel in diversi impianti del Reggiano.
Il sindacato chiede da tempo interventi più chiari per un settore che considera in difficoltà da anni. Tra le proposte indicate c’è l’introduzione di un price cap nazionale, con misure capaci di tutelare in particolare le fasce più deboli della popolazione. Nel frattempo, il Governo ha deciso di non attivare le accise mobili sui carburanti. Il decreto annunciato non è stato pubblicato e, secondo quanto riportato nel testo, i prezzi sono destinati a tornare a salire.
La vicenda riporta quindi al centro il rapporto tra compagnie, gestori e istituzioni nella gestione del prezzo alla pompa. Per la Faib, gli sconti decisi senza adeguati tempi di organizzazione possono produrre effetti negativi sulla disponibilità del prodotto e sui conti degli esercenti, mentre l’assenza di un intervento pubblico strutturale lascia aperto il problema dei rincari per i consumatori.