La CNA di Rieti chiede di aumentare le risorse destinate a due misure rivolte alle attività produttive: il Fondo di Contrasto alla Deindustrializzazione e il bando per il sostegno agli investimenti nei territori del cratere. Secondo l’associazione, in entrambi i casi il numero delle richieste avrebbe superato la capacità finanziaria prevista, con il rischio che molte aziende rimangano escluse dai contributi.
Il Fondo contro la deindustrializzazione
Il primo intervento prevede contributi a fondo perduto fino al 100% dell’investimento, con un limite massimo di 300mila euro. La misura è rivolta alle imprese della sezione C del codice Ateco presenti nei Comuni del Lazio interessati, attualmente o in passato, dalla presenza di un consorzio industriale.
Per il Reatino sono coinvolti Rieti, Cittaducale, Borgorose, Fara in Sabina, Frasso Sabino, Poggio Moiano, Poggio Nativo, Scandriglia, Pescorocchiano e Magliano Sabina. Dopo la confluenza degli ex consorzi industriali nel Consorzio Unico del Lazio, il raggruppamento territoriale è stato inoltre ampliato con 12 Comuni del Viterbese.
La dotazione complessiva del bando ammonta a 100 milioni di euro, distribuiti in lotti da 20 milioni destinati ai diversi raggruppamenti territoriali. Gli esiti non sono ancora disponibili, ma l’ultimo protocollo conosciuto ha superato quota 2.660 domande. Per la CNA, il dato è difficilmente compatibile con i fondi disponibili. Sulla base dei risultati del precedente bando, l’associazione stima che in tutta la regione possano essere finanziate tra 700 e 800 richieste.
La misura per il cratere
Da qui la richiesta al Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri, titolare della misura, e alla Regione Lazio di individuare ulteriori risorse. Tra le possibilità indicate ci sono anche le disponibilità residue della programmazione 2021-2027, così da ampliare il numero delle imprese beneficiarie.
Una situazione analoga, secondo la CNA, riguarda il bando Sostegno agli investimenti produttivi nei territori del cratere, emanato dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e destinato alle imprese dei 15 Comuni interessati. La procedura si è chiusa lunedì scorso, ma il numero definitivo delle domande non è ancora stato reso noto. L’associazione ritiene comunque che le richieste siano superiori a quelle finanziabili.
La dotazione iniziale della seconda misura è pari a 3 milioni di euro. La CNA sollecita quindi un ulteriore stanziamento per consentire lo scorrimento delle domande e sostenere un numero più ampio di aziende. Senza nuove risorse, avverte l’associazione, molte imprese potrebbero vedere respinte le aspettative legate ai due interventi.