La Camera di Commercio di Ferrara Ravenna sostiene la proposta della Commissione europea per introdurre la società europea Eu-Inc, prevista nell’ambito del cosiddetto 28° Regime. L’obiettivo è consentire la costituzione di un’impresa in 48 ore, con un costo inferiore a 100 euro e un riconoscimento valido in tutti gli Stati membri, senza dover affrontare separatamente i 27 ordinamenti giuridici nazionali.
Il presidente dell’ente camerale, Giorgio Guberti, ha espresso un giudizio positivo sull’iniziativa. Secondo Guberti, tra gli elementi più rilevanti figurano la possibilità di scegliere un regime opzionale europeo, alternativo e non sostitutivo rispetto ai modelli nazionali, l’utilizzo di un regolamento direttamente applicabile nei Paesi membri e la semplificazione dell’accesso per le imprese.
Un modello digitale per le nuove imprese
La proposta nasce dalla necessità di ridurre la frammentazione normativa che oggi interessa le attività economiche intenzionate a operare oltre i confini nazionali. Gli imprenditori e le aziende innovative devono confrontarsi con 27 ordinamenti e più di 60 forme giuridiche diverse. Una complessità che, secondo la Camera di Commercio, può allungare di settimane o mesi i tempi di costituzione, aumentando i costi e frenando i progetti di espansione.
La futura Eu-Inc dovrebbe funzionare attraverso un sistema completamente digitale. La registrazione avverrebbe mediante un’interfaccia unica collegata ai registri nazionali delle imprese. In una fase successiva, la Commissione europea prevede inoltre la creazione di un registro centrale dell’Unione. Le società potrebbero ottenere codice fiscale e partita Iva senza presentare nuovamente la documentazione già trasmessa.
Per le start-up innovative sono previste procedure di insolvenza semplificate, con l’obiettivo di rendere più agevole la chiusura delle attività e consentire ai fondatori di avviare nuovi progetti. La proposta interviene anche sul fronte degli investimenti, prevedendo l’eliminazione delle formalità in presenza, procedure digitali per le operazioni di finanziamento e una maggiore semplicità nel trasferimento delle azioni.
L’iter europeo e il costo degli adempimenti
Le imprese Eu-Inc potrebbero scegliere liberamente lo Stato membro in cui costituirsi e sarebbero tutelate da una lista di pratiche vietate, pensata per garantire condizioni di parità rispetto alle società create secondo le norme dei singoli Paesi. Il testo dovrà ora essere esaminato dal Parlamento europeo e dal Consiglio. La Commissione punta a raggiungere un accordo entro la fine del 2026.
A completare il quadro sono i dati di un report della Fondazione Promo Paentato, presentato durante un convegno nazionale promosso dalla Camera di Commercio di Padova, Unioncamere e InfoCamere. Le dieci autocertificazioni più diffuse generano ogni anno 27,5 milioni di pratiche, per un totale di 3,4 milioni di giornate-uomo dedicate ad attività amministrative a basso valore aggiunto. Il costo stimato è di 673,9 milioni di euro. Secondo il rapporto, la digitalizzazione e l’impiego di strumenti già disponibili potrebbero ridurre in modo significativo questo onere.
Guberti ha infine indicato la disponibilità della Camera di Commercio a collaborare con le associazioni di categoria, Unioncamere e le istituzioni europee e nazionali per favorire un’attuazione rapida del nuovo regime.