L’Azienda ospedaliero-universitaria Senese è tra le prime realtà sanitarie italiane ad aver sottoscritto il Manifesto Human Care, il futuro della cura è umano. L’adesione, approvata con una delibera aziendale, rafforza il ruolo dell’Aou Senese nel percorso nazionale dedicato all’umanizzazione delle cure.
Il documento è stato elaborato con il contributo dell’Aou Senese ed è promosso da una cabina di regia nazionale. Ne fanno parte, tra gli altri, il direttore generale dell’azienda senese Antonio Barretta e la direttrice sanitaria Maria Francesca De Marco, insieme ai vertici di altre strutture sanitarie italiane: Luca Baldino, direttore generale dell’Azienda ospedaliera-universitaria di Modena, Paolo Petralia, direttore generale dell’Azienda ospedaliera-universitaria integrata di Verona, e Claudio Vagnini, direttore generale dell’Istituto per la Sicurezza Sociale della Repubblica di San Marino.
Il Manifesto è già stato accolto e approvato da 25 aziende sanitarie distribuite sul territorio nazionale. L’iniziativa nasce dal confronto sulle buone pratiche avviato con il primo protocollo sottoscritto nel 2024 dall’Aou Senese, dall’Azienda ospedaliera-universitaria di Modena e dall’Asl 4 Liguria.
Sei principi e dieci impegni
Il nuovo documento propone un quadro programmatico applicabile alle aziende sanitarie che intendano aderire. Il testo si articola in sei principi chiave e dieci impegni operativi, con l’obiettivo di trasformare l’attenzione alla persona in una componente strutturale dell’organizzazione sanitaria.
Tra le indicazioni figurano l’inserimento dell’umanizzazione nei documenti di governance, tra cui il PIAO e gli atti aziendali, e l’integrazione nei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali attraverso indicatori dedicati. Il Manifesto prevede inoltre formazione continua e obbligatoria sulle competenze relazionali per il personale, la co-progettazione degli ambienti sensori di cura e la valorizzazione del volontariato.
Dalla relazione agli standard organizzativi
Il testo richiama anche l’impiego della tecnologia e dell’intelligenza artificiale come strumenti a supporto della relazione tra strutture sanitarie e utenti, oltre alla necessità di garantire la continuità tra ospedale e territorio. Tra gli obiettivi indicati c’è la definizione di una futura certificazione Human Care per le strutture considerate virtuose, sulla base di impegni e indicatori misurabili.
Secondo Maria Francesca De Marco, firmare il Manifesto significa riconoscere che relazione, ascolto ed empatia nei confronti dei pazienti sono elementi determinanti del percorso di cura. La direttrice sanitaria ha sottolineato inoltre come il lavoro di rete abbia consentito di mettere a disposizione del Servizio sanitario nazionale criteri condivisi, con l’intento di far evolvere l’umanizzazione da sensibilità individuale a standard organizzativo comune per i professionisti della sanità.