La riunione della maggioranza del sindaco Ciarapica si è svolta senza la partecipazione di Vince Civitanova e del consigliere indipendente Nicolò Renzi. La decisione ha provocato la reazione della lista civica e dell’esponente politico, che contestano l’esclusione e accusano la coalizione di gestire i rapporti interni secondo convenienze e ritorsioni.
La motivazione ufficiale sarebbe legata alla posizione assunta dai due gruppi nelle scorse settimane. Vince Civitanova e Renzi figurano infatti tra coloro che avevano valutato di recarsi dal notaio insieme al centrosinistra per rassegnare le dimissioni e determinare la fine dell’amministrazione. Entrambi hanno inoltre sottoscritto la mozione di sfiducia contro Ciarapica, presentata dopo la revoca delle deleghe all’ex assessora all’Urbanistica Roberta Belletti.
Le accuse degli esclusi
In una nota congiunta, Vince Civitanova, rappresentata in consiglio da Fausto Troiani, Marino Mercuri e Piero Croia, e Nicolò Renzi definiscono la scelta un superamento della normale dialettica politica. Secondo gli esclusi, decidere chi possa partecipare agli incontri e parlare a nome del centrodestra cittadino rappresenterebbe una gestione del potere fondata su convenienze, ritorsioni e due pesi e due misure.
Vince Civitanova e Renzi respingono anche l’ipotesi di una loro alleanza con il Pd e sostengono di considerare conclusa l’esperienza amministrativa. Nella loro ricostruzione, le accuse di tradimento rivolte nei loro confronti sarebbero strumentali. I due invitano inoltre gli esponenti della maggioranza che hanno parlato di dimissioni, sfiducia e fine del mandato a dimostrare con atti concreti, al momento del voto, la coerenza delle proprie dichiarazioni.
Il richiamo ai precedenti
Gli esponenti esclusi ricordano che in passato alcuni consiglieri oggi parte della maggioranza avrebbero votato insieme all’opposizione su singoli provvedimenti, compresa la bocciatura di alcune varianti. In quelle occasioni, sostengono, non sarebbero stati convocati incontri per ridefinire i confini della coalizione o stabilire chi avesse titolo a partecipare alle riunioni.
Da qui l’accusa di doppio peso nella valutazione dei comportamenti politici. La lista civica e Renzi affermano che l’esclusione da un incontro non può cancellare il ruolo riconosciuto dal voto dei cittadini di Civitanova Marche. Nel mirino finiscono anche la conduzione dell’amministrazione e l’idea che la maggioranza stia cercando di rafforzare una parte politica a scapito delle altre forze della coalizione.
La conclusione della nota è un appello alla chiarezza. Secondo Vince Civitanova e Renzi, la città avrebbe bisogno di scelte trasparenti e di responsabilità assunte pubblicamente, non di riunioni riservate o di accuse reciproche. Le prossime decisioni consiliari dovranno quindi chiarire se alle dichiarazioni sulla fine dell’esperienza amministrativa seguiranno effettivamente voti e iniziative formali.