Frosinone (FR)

Salta l’elezione del presidente del Consiglio, il Sindaco Mastrangeli: “Ora devo riflettere ed assumere le decisioni necessarie”

"La città non può fermarsi. Ci sono scadenze amministrative importanti e un’attività di governo che deve proseguire. Da qui la scelta di evitare, almeno nell’immediato, decisioni affrettate"

Salta l’elezione del presidente del Consiglio, il Sindaco Mastrangeli: “Ora devo riflettere ed assumere le decisioni necessarie”

La mancata elezione di Carlo Gagliardi alla presidenza del Consiglio comunale apre una nuova fase politica per l’amministrazione guidata da Riccardo Mastrangeli. E il sindaco, dopo la seduta, sceglie di non forzare i tempi, ma annuncia una riflessione che potrebbe avere conseguenze sugli equilibri della maggioranza.

Mastrangeli ribadisce innanzitutto la propria stima nei confronti di Gagliardi, precisando che il sostegno espresso nei suoi confronti è stato dettato da una valutazione di carattere istituzionale. Ma il dato che emerge dal voto, sottolinea il sindaco, non può essere ignorato: “dodici consiglieri hanno indicato Gagliardi”, mentre altri hanno seguito strade differenti.

È proprio questo il punto politico. Il voto per la presidenza dell’Aula, infatti, diventa la fotografia di una maggioranza che mostra più di una difficoltà nel trovare una sintesi. Non necessariamente una rottura, ma certamente un problema di coesione che il sindaco ora dovrà affrontare.

«La situazione che si è determinata è certamente complessa», ammette Mastrangeli, che non esclude alcuna soluzione e annuncia di volersi prendere «qualche giorno di tempo» per valutare le decisioni da assumere.
Una pausa di riflessione che, alla luce di quanto accaduto in Consiglio, assume un peso politico tutt’altro che secondario. Il sindaco sembra voler utilizzare questi giorni per capire se esistano ancora le condizioni per ricomporre gli equilibri interni e soprattutto per ottenere quella chiarezza nella maggioranza che considera necessaria.

Ma Mastrangeli mette anche un altro elemento sul tavolo: “la città non può fermarsi”. Ci sono scadenze amministrative importanti e un’attività di governo che deve proseguire. Da qui la scelta di evitare, almeno nell’immediato, decisioni affrettate.
La partita, dunque, resta aperta. Il voto su Gagliardi non produce soltanto un presidente mancato: porta in superficie interrogativi più ampi sulla tenuta politica della maggioranza e sui rapporti al suo interno.

Ora la parola passa al sindaco. I prossimi giorni potrebbero servire a capire se si tratterà di una fase di assestamento o dell’inizio di una ridefinizione degli equilibri politici a Palazzo Munari.