Lombardia

Tangenzialina di Bormio, seconda assenza in Commissione

Il Pd contesta l’opera, mentre Fratelli d’Italia sollecita chiarezza dopo il pronunciamento del Tar.

La tangenzialina della Piana dell’Alute torna al centro del confronto politico in Lombardia, ma per la seconda volta l’amministrazione comunale di Bormio non ha partecipato all’audizione convocata dalla Commissione Infrastrutture del Consiglio regionale. L’assenza ha riacceso le polemiche sul futuro dell’opera, mentre il Tribunale amministrativo regionale ha respinto il ricorso presentato contro l’iter del progetto.

A sollevare la questione è stata Chiara Valcepina, consigliera regionale di Fratelli d’Italia, che ha richiamato il ruolo della Commissione come sede di confronto tra Regione, amministrazioni locali e territorio. Secondo Valcepina, la seconda mancata partecipazione del Comune costituisce un elemento di forte perplessità, soprattutto alla luce delle interlocuzioni in corso con l’assessorato regionale alla Montagna.

La consigliera ha osservato che eventuali nuovi scenari per la mobilità dell’area o possibili sviluppi alternativi rispetto alla tangenzialina dovrebbero essere illustrati nelle sedi istituzionali e comunicati alla cittadinanza e al Consiglio regionale. Fratelli d’Italia, ha precisato, non intenderebbe sostituirsi alle decisioni locali, ma chiederebbe che il confronto si svolgesse in modo completo e trasparente.

Valcepina ha quindi auspicato una nuova occasione di discussione, sottolineando che, dopo due audizioni senza il Comune di Bormio, un ulteriore rinvio sarebbe difficilmente comprensibile. Il tema dovrebbe tornare all’attenzione del Consiglio regionale nell’ambito dell’esame del Piano regionale della mobilità e dei trasporti.

La posizione del Partito democratico

Durante l’audizione, il Partito democratico ha ribadito la propria contrarietà alla realizzazione dell’infrastruttura. Il consigliere regionale Simone Negri e il segretario provinciale del Pd Michele Iannotti hanno definito inverosimile l’assenza dell’amministrazione comunale, sostenendo che il Comune avrebbe dovuto partecipare per chiarire le proprie intenzioni sul progetto.

La posizione dei dem resta sintetizzata nel no alla tangenzialina, considerata un’opera pesante e impattante. Secondo Negri e Iannotti, la strada avrebbe perso la propria ragion d’essere dopo la conclusione delle Olimpiadi e non risponderebbe alle esigenze effettive della mobilità locale. Il Pd punta quindi a chiedere lo stralcio del progetto dalle mappe regionali durante la discussione del Prmt.

Il ricorso respinto e le alternative

Nel corso del confronto è stato richiamato anche il pronunciamento del TAR della Lombardia, che ha respinto il ricorso contro l’opera. Per gli esponenti del Pd, la decisione riguarda la legittimità delle procedure seguite dagli uffici regionali e da Cal, ma non stabilisce se sia politicamente opportuno realizzare la nuova infrastruttura.

Negri e Iannotti hanno indicato come priorità il potenziamento del trasporto pubblico e ferroviario, citando i collegamenti ferroviari con prolungamenti indicati al 2032 e i servizi in autobus verso Livigno. A loro giudizio, prima di procedere sarebbe necessario uno studio complessivo sulla mobilità dell’area, per valutare soluzioni alternative e gli effetti ambientali e paesaggistici della tangenzialina.

Il Pd ha inoltre rivolto un appello a Fratelli d’Italia affinché sostenga lo stralcio dell’opera, superando la posizione assunta nel novembre dello scorso anno insieme a Lega e Forza Italia, quando era stata respinta la richiesta di sospendere il progetto e approfondirne gli impatti. Il prossimo passaggio sarà la discussione del Prmt in Consiglio regionale.