Biella (BI)

Carcere di Biella, il SiNAPPe denuncia carenze e turni estremi

Organici ridotti, straordinari e criticità nella gestione della struttura piemontese, secondo l’organizzazione.

La situazione della Casa circondariale di Biella è al centro della denuncia del SiNAPPe, il sindacato della Polizia Penitenziaria, che segnala gravi carenze di organico, turni prolungati e difficoltà nella gestione quotidiana dell’istituto. Secondo l’organizzazione, le condizioni di lavoro avrebbero raggiunto un livello non più sostenibile, con possibili ripercussioni sulla sicurezza degli operatori e sul funzionamento della struttura.

Nel nuovo padiglione detentivo, riferisce il sindacato, tre agenti devono occuparsi di quattro piani e di 264 detenuti. Gli stessi operatori sarebbero chiamati a garantire l’accesso ai passeggi, gli accompagnamenti alle visite mediche, le attività interne e gli altri servizi previsti, con turni che possono estendersi dalle 8 alle 21 e, in alcuni casi, proseguire anche durante il servizio notturno.

Organici e ruoli di comando

Il SiNAPPe evidenzia inoltre una forte distanza tra la dotazione prevista e quella effettivamente disponibile. La struttura, classificata come istituto di primo livello superiore, dovrebbe contare su un direttore, un vicedirettore, un comandante e due vicecomandanti, oltre a 34 funzionari e 37 ispettori. Attualmente, secondo il sindacato, opera invece con un direttore in missione, un comandante, tre ispettori e un solo sovrintendente impiegato nei servizi operativi.

La stessa organizzazione sostiene che parte del personale formato a Biella sia stato destinato ad altri istituti: due commissari capo, quattro ispettori e quattro sovrintendenti. In questo modo, aggiunge il SiNAPPe, agli agenti verrebbero affidate anche mansioni riconducibili ai ruoli intermedi e di coordinamento, compresa la sorveglianza generale.

La casa circondariale ha una capienza di circa 600 detenuti, a fronte di una pianta organica di circa 175 unità di Polizia Penitenziaria. Gli operatori effettivamente impiegati ogni giorno nei servizi distribuiti sulle 24 ore sarebbero però circa 70. Il sindacato collega questa sproporzione anche ai numerosi episodi di aggressione e agli infortuni denunciati tra il personale, sostenendo che il numero degli eventi renda difficile persino quantificare gli agenti coinvolti.

Turni prolungati e ampliamento della struttura

Tra gli aspetti contestati c’è anche l’organizzazione del lavoro. Il SiNAPPe riferisce di casi di agenti impegnati per 36 giorni consecutivi senza riposo settimanale e con punte di quasi 100 ore di straordinario. Per il sindacato, il ricorso sistematico alle ore aggiuntive non può sostituire una dotazione adeguata e rischia di incidere sulla salute e sulla dignità professionale degli operatori.

La situazione, secondo la nota, potrebbe aggravarsi con i lavori previsti dal 1° ottobre per aumentare la capienza detentiva dell’istituto. Il SiNAPPe chiede quindi che l’incremento dei posti sia accompagnato da un contestuale potenziamento delle risorse umane e professionali. L’organizzazione richiama anche la situazione della casa circondariale di Genova Marassi, considerata analoga per alcuni aspetti, per sostenere che il problema non riguardi soltanto una singola sede.

Nel distretto che comprende Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta sono stati assegnati complessivamente 99 nuovi agenti. Di questi, circa 75 dovrebbero essere destinati agli istituti di Cuneo e Novara, in relazione alla riapertura di due padiglioni, mentre per le altre strutture resterebbe una quota stimata in circa 12 unità. Il sindacato ritiene che questa distribuzione debba essere rivalutata alla luce delle condizioni di Biella.

Il segretario nazionale del SiNAPPe, Raffaele Tuttolomondo, ha chiesto al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria una revisione urgente della pianta organica, il rafforzamento dei ruoli direttivi e intermedi, il reintegro delle risorse trasferite e un piano per ridurre gli straordinari e affrontare aggressioni ed eventi critici. Tra le richieste figurano anche il rispetto dei riposi e l’adeguamento degli organici in vista dell’aumento della popolazione detenuta. Le valutazioni e i numeri riportati nella denuncia sono quelli diffusi dal sindacato.