La nuova inchiesta sul caso Garlasco potrebbe dover affrontare anche il tema della prescrizione per eventuali reati commessi durante le indagini del 2007. La questione è all’attenzione dei pm di Pavia, ma al momento resta soltanto un’ipotesi investigativa e non risulta sostenuta da contestazioni formalmente aperte.
Il ragionamento prospettato riguarda, in particolare, l’attività degli investigatori impegnati negli accertamenti scientifici. In uno scenario ipotetico, ancora privo di riscontri concreti secondo le informazioni disponibili, qualcuno avrebbe potuto non mettere a disposizione delle parti, compresa la procura, l’esito di un test del Dna potenzialmente idoneo a mettere in discussione un dato già acquisito.
Un’ipotesi ancora da verificare
È proprio da questa eventualità che nasce l’interrogativo sui possibili effetti a distanza di 19 anni. Se un comportamento illecito fosse stato realmente commesso nel corso delle indagini originarie, occorrerebbe innanzitutto stabilire quale fattispecie potrebbe essere contestata e quando il relativo termine di prescrizione avrebbe iniziato a decorrere. Senza una ricostruzione concreta dei fatti e senza una qualificazione giuridica precisa, non è però possibile stabilire se e quali responsabilità siano ancora perseguibili.
Il tema viene quindi considerato in relazione ai futuri sviluppi dell’indagine bis, senza che ciò implichi l’esistenza di un’accusa nei confronti di specifiche persone. La valutazione, allo stato, riguarda soltanto una possibilità teorica e non un esito già delineato dagli inquirenti.
Nessun indagato tra i Ris
Il testo precisa che nessun appartenente ai Ris di Parma è indagato e che non risultano ipotesi di reato aperte nei confronti dei militari o degli altri protagonisti richiamati. Di conseguenza, tutte le persone coinvolte nelle attività investigative del 2007 devono essere considerate estranee alle valutazioni sulla possibile prescrizione.
La cautela è dunque centrale: il riferimento a eventuali depistaggi, favoreggiamenti o altri illeciti non descrive fatti accertati, ma una serie di interrogativi collegati alla disponibilità e alla valutazione degli esami scientifici eseguiti all’epoca. Saranno soltanto eventuali nuovi elementi dell’inchiesta a poter chiarire se esista una base concreta per ulteriori accertamenti.