Il Partito Democratico di Ferrara interviene sui due episodi di violenza avvenuti a poche ore di distanza mercoledì 30 settembre: il ferimento di uno studente nei bagni del liceo Ariosto e una rissa nella zona della stazione, nella quale sarebbero rimaste coinvolte più persone e altre due sarebbero state ferite. In entrambi i casi, secondo quanto riferito dai Dem, è comparsa un’arma da taglio e i protagonisti erano molto giovani.
Il Pd esprime vicinanza allo studente ferito, alla sua famiglia, alla comunità scolastica dell’Ariosto e alle persone coinvolte nella rissa in stazione. Il partito ribadisce la fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, chiedendo che chi ha commesso reati ne risponda. Allo stesso tempo, sostiene che la discussione sulla sicurezza non possa limitarsi alla reazione politica e istituzionale del giorno successivo agli episodi.
Il nodo degli accessi e del controllo del territorio
Nel suo intervento, il Pd prende posizione anche sull’ipotesi di rafforzare i controlli agli ingressi degli istituti, fino alla possibile introduzione dei metal detector. Per i democratici il tema va affrontato senza sottovalutazioni, ma sarebbe riduttivo concentrarsi soltanto sulle modalità di accesso a una scuola. La questione, sostengono, riguarda anche la gestione dei luoghi sensibili della città, a partire dalla stazione, e le condizioni di disagio che coinvolgono le nuove generazioni.
Il partito critica inoltre la comunicazione del centrodestra sui temi dell’ordine pubblico, citando il ricorso a decreti, controlli e messaggi legati alla sicurezza urbana. Secondo il Pd, fermezza, contrasto ai reati e certezza della pena sono necessari, ma non sufficienti. A scuola, si legge nella nota, studenti e personale non devono avere paura, mentre chi frequenta la stazione non deve sentirsi abbandonato. La responsabilità, aggiungono i democratici, non può ricadere soltanto sui dirigenti scolastici, sugli insegnanti o su chi sorveglia gli ingressi.
La richiesta di un piano operativo
La proposta avanzata dal Pd comprende una presenza quotidiana sul territorio, il coinvolgimento della Polizia locale, un coordinamento con Prefettura e forze dell’ordine, una migliore illuminazione, videosorveglianza dove ritenuta necessaria e maggiore cura degli spazi pubblici. Accanto ai controlli, il partito indica interventi di prevenzione del disagio giovanile, ascolto nelle scuole e sostegno educativo e sociale per studenti, famiglie e personale.
I democratici chiedono quindi al Comune di convocare un tavolo operativo con Prefettura, forze dell’ordine, polizia locale, istituti scolastici, Ausl, servizi sociali, associazioni educative e rappresentanze studentesche. L’obiettivo indicato è predisporre due piani distinti: uno per le aree sensibili, con particolare attenzione alla stazione, e uno per gli spazi vicini alle scuole, comprendente controllo degli accessi, presenza educativa, prevenzione della violenza e supporto alla comunità scolastica.
La richiesta finale riguarda l’indicazione di interventi concreti, risorse disponibili, tempi di attuazione e modalità di verifica dei risultati. Per il Pd, i due episodi riaprono il confronto sulle politiche adottate finora a Ferrara e sulla necessità di una responsabilità istituzionale più ampia, capace di unire contrasto ai reati, prevenzione e sostegno alle persone che vivono quotidianamente la città.