Tolentino (MC)

A Tolentino chiede un alloggio, il sindaco le offre 20 euro

La donna di Porto San Giorgio ha strappato la banconota ricevuta al termine dell'incontro in municipio.

Una donna sulla trentina, residente a Porto San Giorgio, si è presentata al Comune di Tolentino chiedendo un alloggio. La vicenda è avvenuta ieri mattina, quando la donna ha atteso a lungo di poter parlare con il sindaco Mauro Sclavi, nonostante il primo cittadino fosse impegnato in una riunione di giunta.

Dalla segreteria le era stato comunicato che avrebbe dovuto aspettare, ma la donna ha scelto di rimanere in municipio. Al termine della riunione, Sclavi l’ha ricevuta nel suo ufficio insieme alla responsabile dei Servizi sociali. Al centro del colloquio c’era la necessità di trovare un posto dove vivere.

La richiesta di un alloggio

La donna ha spiegato di essere residente a Porto San Giorgio e di aver trascorso alcuni giorni a San Severino. Ha quindi chiesto una casa, lasciando intendere che avrebbe dovuto esserle assegnata gratuitamente. Il sindaco e la responsabile dei Servizi sociali hanno esaminato la situazione, ma non è emersa una soluzione immediata.

Il Comune di Tolentino, infatti, non poteva prendere in carico la richiesta abitativa perché la donna non risiede sul territorio comunale. Secondo quanto riferito dal sindaco, l’intervento per l’eventuale assegnazione di un alloggio spetta ai Servizi sociali del Comune di residenza.

Il contributo rifiutato

Di fronte alla difficoltà manifestata dalla donna, Sclavi ha deciso di aiutarla personalmente. Prima che lasciasse il municipio, le ha consegnato una banconota da 20 euro, spiegando di averlo fatto per consentirle almeno di acquistare il pranzo.

Il gesto, però, non è stato accolto positivamente. Mentre percorreva il corridoio verso l’uscita, la donna ha strappato la banconota. Il sindaco ha definito il proprio intervento un gesto spontaneo e si è detto amareggiato per l’epilogo dell’incontro.

Sclavi ha inoltre ribadito che il Comune non disponeva di margini di manovra sulla richiesta abitativa, poiché mancava il requisito della residenza. La vicenda si è quindi conclusa senza l’assegnazione di un alloggio e con il rifiuto del contributo offerto personalmente dal primo cittadino.