La statua della Madonnina è tornata nel giardino dell’Opera Cardinal Ferrari, a Milano, dopo un accurato intervento di restauro. Esposta per anni al sole, al freddo e alle intemperie, l’immagine è stata benedetta questa mattina dall’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, al termine della cerimonia di scopertura.
L’iniziativa ha riunito gli ospiti del Centro diurno, gli operatori e i rappresentanti della comunità che ruota attorno all’Opera. Dopo la benedizione si è svolto un momento di preghiera e raccoglimento, in un contesto segnato dal valore simbolico della statua: la Madonnina si trova infatti nello stesso spazio frequentato quotidianamente da persone senza dimora che ricevono accoglienza e sostegno.
Il messaggio dell’arcivescovo
Accolto dal presidente dell’Opera Cardinal Ferrari, Luciano Gualzetti, Delpini ha richiamato il significato del giardino che custodisce la statua, definendolo un piccolo angolo di paradiso. L’arcivescovo ha ricordato la figura di Maria, donna semplice originaria di Nazareth, e il percorso che l’ha portata a una straordinaria dignità e bellezza attraverso la sua vocazione.
Nel corso della preghiera, Delpini ha invitato chi si ferma davanti all’immagine a riconoscere anche la propria dignità e la propria aspirazione alla pienezza, alla bellezza e alla gioia. Il messaggio rivolto ai presenti è stato un richiamo a non sottovalutarsi e a considerare ogni persona degna di una vita piena.
Una storia legata all’Opera
La statua accompagna da tempo la vita del Centro diurno ed è legata alla storia dell’istituzione milanese. La sua collocazione nel giardino si deve alla volontà di Mauro Capponi, già direttore dell’Opera, Paolino e figura di rilievo nella storia della Compagnia di San Paolo.
Anche l’edicola che protegge la Madonnina appartiene all’identità del luogo. La struttura è stata progettata dall’architetta Laura Romanò e contribuisce a caratterizzare uno degli spazi più vissuti dell’Opera Cardinal Ferrari. Durante le domeniche estive di bel tempo, nel giardino viene celebrata la messa per le persone senza dimora.
La presenza dell’arcivescovo è stata interpretata come un gesto di vicinanza verso le persone più fragili e come un invito alla comunità a non ignorare le situazioni di marginalità. La mattinata si è conclusa con un momento conviviale all’aperto, al quale hanno partecipato ospiti, operatori e le persone presenti alla cerimonia.