Ferrara (FE)

Grattacielo di Ferrara, il Pd: il Comune risponda alle famiglie

Una decisione impone una risposta dopo mesi di attesa per chi viveva nell’edificio

Grattacielo di Ferrara, il Pd: il Comune risponda alle famiglie

Il Tar ha giudicato illegittimo il silenzio del Comune di Ferrara davanti alla richiesta di una famiglia alle prese con un’emergenza abitativa legata al Grattacielo. La vicenda è stata rilanciata da Paolo Calvano, capogruppo del Partito democratico nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, che chiede all’amministrazione di dare seguito al provvedimento del tribunale amministrativo.

Secondo quanto riferito da Calvano, per mesi l’amministrazione comunale non avrebbe risposto alla domanda di alloggio presentata dalla famiglia. Ora, con la sentenza, il Comune è chiamato a fornire una risposta entro una scadenza indicata dal Tar. In caso di ulteriore inerzia, il procedimento potrebbe coinvolgere anche il prefetto.

La contestazione del Partito democratico

Il capogruppo dem sostiene che sia stato necessario un pronunciamento giudiziario per ottenere un atto che l’amministrazione avrebbe dovuto compiere autonomamente. Per Calvano, questo passaggio rappresenta un ulteriore elemento di gravità nella gestione della situazione, perché la richiesta di una soluzione abitativa sarebbe rimasta senza risposta per un periodo prolungato.

La vicenda si inserisce nel contesto dello sgombero del Grattacielo, già al centro del dibattito cittadino per le condizioni delle persone che vi abitavano. Il provvedimento, sottolinea Calvano, non avrebbe fatto venir meno il problema abitativo delle famiglie coinvolte: chi viveva nell’edificio continua ad attendere una soluzione.

La richiesta al Comune

Da qui l’appello rivolto all’amministrazione comunale di Ferrara: interrompere i rinvii e rispondere alle famiglie. Il punto centrale della contestazione è quindi il rispetto dei tempi indicati dal Tar e la necessità di affrontare le richieste abitative rimaste aperte dopo lo sgombero.

Calvano definisce la situazione un caso di inerzia amministrativa e chiede che il Comune assuma una posizione formale. Qualora il silenzio dovesse proseguire anche dopo la decisione giudiziaria, il coinvolgimento del prefetto costituirebbe il passaggio successivo previsto nella vicenda.