Ferrara (FE)

A Ferrara il set del film sulla morte di Federico Aldrovandi

All’ippodromo prende forma il ritrovamento di un giovane, tra le sequenze più delicate della lavorazione

È una mattina diversa dalle altre all’ippodromo di Ferrara. Tra gli spazi destinati alle corse e alle attività dell’impianto, la troupe cinematografica ricostruisce una delle pagine più dolorose della storia recente della città: la morte di Federico Aldrovandi, il ritrovamento del corpo e il suo riconoscimento.

Le riprese riguardano il film Lo Stato del silenzio, diretto da Manuel Benati e prodotto da Controluce. Quella all’ippodromo è la scena realizzata nel 19esimo giorno di lavorazione; al termine del programma ne mancavano ancora sei. Intorno al set alcuni curiosi si fermano a osservare. La presenza di un’ambulanza e di alcune auto della polizia, utilizzate come elementi scenografici, porta qualcuno a pensare inizialmente a un intervento reale.

La ricostruzione del ritrovamento

La scena viene preparata con attenzione per trasformare un luogo reale nello spazio della memoria. Pannelli e strumenti tecnici servono a indirizzare la luce naturale, mentre carrelli e videocamere vengono sistemati per seguire i movimenti degli attori. Ogni dettaglio dell’ambiente è sottoposto a una serie di aggiustamenti destinati a scomparire nel montaggio finale.

Al centro della sequenza c’è Francesco Morelli, l’attore che interpreta Federico Aldrovandi. Sul set è disteso a terra e immobile, nella rappresentazione del momento successivo alla morte. La scena riproduce il ritrovamento del corpo e il riconoscimento, un passaggio particolarmente delicato perché lega la dimensione della ricostruzione cinematografica alla memoria ancora viva nella comunità ferrarese.

La lavorazione cerca così di restituire non soltanto la successione degli eventi, ma anche la dimensione umana della vicenda. La frase Aldro vive, associata da anni alla memoria di Federico, richiama il modo in cui la sua storia continua a essere ricordata, oltre la sequenza di fatti, date e sentenze.

Il lavoro della troupe

Manuel Benati segue direttamente la preparazione delle scene, osservando il lavoro degli attori e intervenendo quando necessario. La sceneggiatura rappresenta il punto di partenza, ma durante le riprese può essere modificata per adattarsi a ciò che accade davanti alla macchina da presa e alle emozioni portate in scena.

Il regista lavora sull’equilibrio tra la fedeltà alla vicenda reale e la necessità di restituire persone ed emozioni senza ridurle a semplici elementi di una storia già scritta. All’ippodromo, il set diventa così il luogo in cui una tragedia conosciuta dalla città viene rievocata attraverso il cinema, mantenendo al centro il ricordo di Federico Aldrovandi.