Lombardia

Comunità energetiche, le esperienze presentate a Varese

Al convegno emersi dati, progetti territoriali e nuove modalità per orientare i consumi verso la produzione solare.

Le Comunità energetiche rinnovabili stanno conquistando uno spazio crescente nella gestione della produzione e del consumo di energia, pur restando ancora un fenomeno di dimensioni contenute. Il tema è stato al centro del convegno organizzato dalla Camera di Commercio di Varese alle Ville Ponti, dove sono state presentate alcune esperienze attive in provincia e in Lombardia.

L’incontro ha messo a confronto istituzioni, ricercatori e rappresentanti di realtà già operative, con l’obiettivo di analizzare le opportunità offerte dalle configurazioni basate sulla condivisione locale dell’energia rinnovabile. A fornire i dati sullo stato di sviluppo del settore è stato Davide Chiaroni, docente del Politecnico di Milano e co-fondatore del centro di ricerca Energy & Strategy, intervistato dal giornalista Maurizio Melis.

Secondo i numeri illustrati durante il convegno, in Italia sono 4.864 le Configurazioni di autoconsumo per la condivisione dell’energia rinnovabile, attive o che hanno presentato una richiesta di incentivo. Le Comunità energetiche rinnovabili rappresentano circa tre quarti del totale. La metà delle configurazioni si concentra in quattro regioni: Lombardia, Piemonte, Veneto e Sicilia. La potenza complessiva raggiunge invece i 418 megawatt.

Il modello Malpensa Insubria

Tra i casi analizzati c’è quello dell’Associazione Malpensa Insubria Cer, nata su impulso della Camera di Commercio di Varese. Si tratta di una configurazione multicabina, estesa tra la città di Varese e il basso Varesotto, con una produzione complessiva superiore a 5 milioni di kilowattora.

Il presidente Andrea Gatti ha sottolineato il valore dell’iniziativa, richiamando però la necessità di modificare le abitudini quotidiane. Per ottenere i maggiori benefici dalla condivisione, ha spiegato, occorre utilizzare l’energia con maggiore consapevolezza e concentrare i consumi nelle fasce orarie in cui la produzione è più elevata.

La partecipazione degli enti pubblici

Un’altra esperienza presentata è quella della Cer Valtellina di Sondrio, realizzata con una governance interamente pubblica. Il progetto coinvolge 13 cabine primarie e conta più di 500 soci. L’obiettivo illustrato dal presidente Roberto Fara è rendere l’adesione accessibile, senza costi e senza trasferire ai partecipanti gli oneri della burocrazia.

Fara ha descritto l’iniziativa come un progetto di lungo periodo, pensato anche per aggregare le persone e mantenere vivo il tessuto locale. Sulla stessa linea Paolo Ferrari, responsabile unico del procedimento della Comunità montana Valtellina di Sondrio, che ha evidenziato la collaborazione tra enti pubblici, piccole e medie imprese e cittadini.

Nel corso dei lavori, Paolo Zangheri dell’Osservatorio Comunità Energetiche di Enea ha indicato alcune possibili strategie per gestire la domanda e sfruttare meglio la produzione solare. Tra le proposte figurano il riscaldamento programmato e consapevole degli edifici e la creazione di piccole economie locali basate su token destinati a premiare la condivisione dell’energia.

Piergabriele Andreoli, direttore generale dell’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile, ha infine rimarcato il ruolo degli enti pubblici nell’avvio dei progetti. La loro presenza, ha spiegato, può favorire la fiducia iniziale e sostenere la nascita di centri di contatto territoriali, concepiti come sportelli in grado di accompagnare le iniziative e, in prospettiva, migliorare l’efficienza energetica degli edifici.