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Eriksen lascia il Wolfsburg: l’addio al calcio è sempre più vicino

Dopo il malore di giugno e una carriera segnata dall’arresto cardiaco del 2021, prende forma l’ipotesi di smettere con lo sport professionistico.

Eriksen lascia il Wolfsburg: l’addio al calcio è sempre più vicino

Il futuro di Christian Eriksen è sempre più incerto. A 34 anni, il centrocampista danese ha deciso di interrompere il rapporto con il Wolfsburg, nonostante un contratto originariamente valido fino all’estate del 2027. Una scelta maturata di comune accordo con il club tedesco dopo mesi complicati, culminati nel nuovo problema cardiaco accusato lo scorso giugno durante un’amichevole della Danimarca contro l’Ucraina.

«Voglio stare vicino alla mia famiglia»

È lo stesso Eriksen ad aver spiegato, attraverso il sito del Wolfsburg, il momento che sta vivendo: «Al momento, per me è importante stare vicino alla mia famiglia in Danimarca».

Parole che accompagnano una decisione importante, ma senza chiarire quale sarà il prossimo capitolo della sua carriera. Dopo l’ultimo episodio, il centrocampista aveva già scelto di prendersi un periodo di pausa e di recupero. Ora la rescissione con il Wolfsburg apre concretamente anche lo scenario di un possibile addio al calcio professionistico.

Il direttore sportivo del club, Dieter Hecking, ha spiegato la posizione della società: «Per noi era chiaro che la decisione sul suo futuro spettasse a lui. Volevamo lasciargli questa libertà in una situazione così particolare».

Il nuovo malore a Odense

L’ultimo episodio risale al 7 giugno, durante Danimarca-Ucraina a Odense. Al 64’ Eriksen ha accusato una nuova aritmia, perdendo conoscenza per un breve istante prima di riprendersi rapidamente.

Il suo defibrillatore sottocutaneo è entrato in funzione, svolgendo esattamente il compito per il quale era stato installato. Dopo essere tornato cosciente, il giocatore ha lasciato il campo mentre l’arbitro interrompeva momentaneamente la partita.

Poco dopo aveva spiegato: «Il mio defibrillatore ha fatto esattamente quello che è stato costruito per fare: proteggermi quando ne avevo bisogno». E aveva aggiunto di voler dedicare quel periodo al riposo, alle vacanze, alla famiglia e al calcio giocato insieme ai suoi figli.

Quel precedente che ha cambiato tutto

Impossibile non tornare con la memoria al 12 giugno 2021, quando Eriksen ebbe un arresto cardiaco durante la partita degli Europei contro la Finlandia a Copenaghen.

Quel giorno il centrocampista venne soccorso immediatamente dai medici della Danimarca. Il dottor Morten Boesen, medico della Nazionale, intervenne insieme allo staff sanitario e riuscì a salvargli la vita.

Da quell’episodio nacque la necessità di utilizzare un defibrillatore sottocutaneo, una condizione che rese impossibile proseguire la sua esperienza in Italia con l’Inter, dove aveva conquistato lo scudetto. Le norme italiane non consentono infatti la pratica dello sport agonistico professionistico in presenza di un defibrillatore impiantabile.

Eriksen ripartì così dall’Inghilterra, prima con il Brentford e poi con tre stagioni al Manchester United, continuando una carriera che sembrava essersi fermata quella sera di Copenaghen.

Il Wolfsburg e un finale ancora da scrivere

L’approdo al Wolfsburg era arrivato nel settembre 2025, con un contratto biennale dopo la fine dell’esperienza inglese. Il club tedesco, però, è retrocesso in seconda divisione nel giugno scorso dopo aver perso lo spareggio contro il Paderborn.

A luglio Eriksen aveva iniziato un programma di riabilitazione e recupero concordato con la società. Poi è arrivata la scelta di interrompere il rapporto.

Nel suo messaggio di saluto, il danese ha parlato di un periodo caratterizzato da «molti alti e bassi», ringraziando il club e i tifosi per il sostegno ricevuto. Nessuna anticipazione, invece, sul futuro.

Una carriera da protagonista

Se quella del Wolfsburg dovesse essere davvero l’ultima pagina della sua carriera, Eriksen lascerebbe il calcio con un palmarès e una storia difficili da dimenticare.

Cinque trofei con l’Ajax, la finale di Champions League raggiunta con il Tottenham nel 2019, lo scudetto conquistato con l’Inter, due coppe con il Manchester United e altre importanti finali europee.

Con la Danimarca ha collezionato 151 presenze, record nazionale, accompagnate da 46 gol.

Un percorso iniziato ad Amsterdam e arrivato fino a Manchester, passando anche da Milano, Londra e Wolfsburg. Ora Eriksen si prende tempo, soprattutto per stare accanto alla sua famiglia. E mentre il futuro calcistico resta senza risposta, la priorità sembra essere un’altra: tornare a casa e proteggere la propria vita prima ancora della propria carriera.