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Inter, gli infortuni pesano sul rinnovo di Calhanoglu

Il contratto del turco scade nel giugno 2027 e Chivu lo considera imprescindibile, ma i tanti guai fisici saranno uno degli elementi della valutazione. 

Inter, gli infortuni pesano sul rinnovo di Calhanoglu

Ci sono ancora nove mesi prima che il contratto di Hakan Calhanoglu con l’Inter arrivi alla sua naturale scadenza, ma il futuro del centrocampista turco è già un tema sul tavolo. Non c’è ancora una trattativa concreta per il rinnovo e nemmeno una decisione presa sulla possibilità di prolungare il rapporto. Tutto resta aperto, con una variabile destinata ad avere un peso importante: la continuità fisica del regista nerazzurro.

Il regista che nessuno riesce a sostituire

Quando è disponibile, Calhanoglu resta il riferimento assoluto del centrocampo. Cristian Chivu lo considera un elemento imprescindibile per gli equilibri della squadra e la sua assenza si avverte anche quando l’Inter riesce comunque a portare a casa risultati positivi.

Alle sue spalle esiste ormai una soluzione consolidata come Piotr Zielinski, mentre il club ha anche due alternative più giovani e futuribili come Petar Sucic e soprattutto Aleksandar Stankovic. Nessuno, però, possiede esattamente le caratteristiche del turco.

La stagione era iniziata nel migliore dei modi. Calhanoglu aveva giocato titolare contro Monza e Cagliari, trovando il gol in entrambe le occasioni e risultando decisivo contro i sardi per l’1-0. Contro il Napoli era poi entrato a una ventina di minuti dalla fine, contribuendo a dare ordine al centrocampo nel momento della rimonta firmata dalla ThuLa.

Poi lo stop.

Gli infortuni entrano nella valutazione

Il problema muscolare all’adduttore della coscia destra lo ha costretto a saltare le ultime due partite di campionato. Un altro episodio che si inserisce in un dato più ampio: dall’arrivo all’Inter nel 2021, Calhanoglu ha saltato 38 partite per problemi fisici in sei stagioni, considerando anche le due gare di questo campionato.

Il numero non è banale. Trentotto partite equivalgono, in termini puramente numerici, a un intero campionato. Ecco perché la continuità atletica sarà inevitabilmente uno degli elementi da considerare quando società e giocatore affronteranno il discorso sul futuro.

Nessuno ha mai tolto a Calhanoglu il posto davanti alla difesa più degli stessi infortuni. Per il resto, il turco è rimasto il padrone della regia nerazzurra.

«Il futuro non dipende da me»

La questione rinnovo, al momento, è ancora ferma. A inizio agosto, parlando alla Gazzetta a Perth, Calhanoglu era stato chiaro: «Il futuro non dipende da me ma dalla società». In quella fase aveva anche spiegato che non c’erano stati contatti per il prolungamento.

A quasi due mesi di distanza la situazione non è cambiata. La scadenza del 30 giugno 2027 si avvicina, ma non c’è ancora fretta di affrontare in maniera approfondita il dossier.

Il tempo servirà anche a capire quanto gli stop fisici possano incidere sulle valutazioni dell’Inter e dello stesso giocatore. La decisione sarà inevitabilmente legata a ciò che Calhanoglu riuscirà a garantire sul campo nei prossimi mesi.