Ci sono ancora nove mesi prima che il contratto di Hakan Calhanoglu con l’Inter arrivi alla sua naturale scadenza, ma il futuro del centrocampista turco è già un tema sul tavolo. Non c’è ancora una trattativa concreta per il rinnovo e nemmeno una decisione presa sulla possibilità di prolungare il rapporto. Tutto resta aperto, con una variabile destinata ad avere un peso importante: la continuità fisica del regista nerazzurro.
Il regista che nessuno riesce a sostituire
Quando è disponibile, Calhanoglu resta il riferimento assoluto del centrocampo. Cristian Chivu lo considera un elemento imprescindibile per gli equilibri della squadra e la sua assenza si avverte anche quando l’Inter riesce comunque a portare a casa risultati positivi.
Alle sue spalle esiste ormai una soluzione consolidata come Piotr Zielinski, mentre il club ha anche due alternative più giovani e futuribili come Petar Sucic e soprattutto Aleksandar Stankovic. Nessuno, però, possiede esattamente le caratteristiche del turco.
La stagione era iniziata nel migliore dei modi. Calhanoglu aveva giocato titolare contro Monza e Cagliari, trovando il gol in entrambe le occasioni e risultando decisivo contro i sardi per l’1-0. Contro il Napoli era poi entrato a una ventina di minuti dalla fine, contribuendo a dare ordine al centrocampo nel momento della rimonta firmata dalla ThuLa.
Poi lo stop.
Gli infortuni entrano nella valutazione
Il problema muscolare all’adduttore della coscia destra lo ha costretto a saltare le ultime due partite di campionato. Un altro episodio che si inserisce in un dato più ampio: dall’arrivo all’Inter nel 2021, Calhanoglu ha saltato 38 partite per problemi fisici in sei stagioni, considerando anche le due gare di questo campionato.
Il numero non è banale. Trentotto partite equivalgono, in termini puramente numerici, a un intero campionato. Ecco perché la continuità atletica sarà inevitabilmente uno degli elementi da considerare quando società e giocatore affronteranno il discorso sul futuro.
Nessuno ha mai tolto a Calhanoglu il posto davanti alla difesa più degli stessi infortuni. Per il resto, il turco è rimasto il padrone della regia nerazzurra.
«Il futuro non dipende da me»
La questione rinnovo, al momento, è ancora ferma. A inizio agosto, parlando alla Gazzetta a Perth, Calhanoglu era stato chiaro: «Il futuro non dipende da me ma dalla società». In quella fase aveva anche spiegato che non c’erano stati contatti per il prolungamento.
A quasi due mesi di distanza la situazione non è cambiata. La scadenza del 30 giugno 2027 si avvicina, ma non c’è ancora fretta di affrontare in maniera approfondita il dossier.
Il tempo servirà anche a capire quanto gli stop fisici possano incidere sulle valutazioni dell’Inter e dello stesso giocatore. La decisione sarà inevitabilmente legata a ciò che Calhanoglu riuscirà a garantire sul campo nei prossimi mesi.