Si è concluso senza un accordo l’incontro promosso dalla sindaca di Russi Valentina Palli con i docenti della scuola media Baccarini, dopo lo sciopero bianco che ha coinvolto quasi tutto il corpo insegnante. La protesta riguarda il blocco delle attività aggiuntive, comprese gite, uscite didattiche e laboratori organizzati al di fuori del normale orario scolastico.
Il confronto avrebbe dovuto verificare la possibilità di trovare soluzioni almeno sugli aspetti organizzativi. Al termine della riunione, però, la prima cittadina ha parlato di un esito negativo e ha spiegato che le principali rivendicazioni degli insegnanti non rientrano nelle competenze del Comune. Tra le richieste figurano il riconoscimento del lavoro sommerso e aggiuntivo, i buoni pasto, una riduzione delle responsabilità durante le uscite e un adeguamento degli stipendi all’inflazione e agli standard europei.
Le proposte del Comune
Palli ha sottolineato che l’amministrazione non può riconoscere direttamente un contributo economico ai docenti, trattandosi di una materia eventualmente di competenza del ministero. Secondo la sindaca, sarebbe stato invece possibile intervenire sulle attività organizzate nel territorio comunale e sulla loro gestione. Il Comune aveva proposto anche il coinvolgimento del terzo settore e la presenza di ulteriori educatori per sostenere gli insegnanti nella sorveglianza degli studenti.
La sindaca ha riferito di aver trovato una posizione molto rigida da parte dei docenti. A suo giudizio, una maggiore disponibilità avrebbe consentito di salvaguardare almeno alcune iniziative, soprattutto quelle rivolte agli alunni più fragili. Gli insegnanti avrebbero aperto alla possibilità di svolgere alcune attività all’interno del perimetro scolastico, soluzione ritenuta però insufficiente dall’amministrazione.
Il laboratorio al centro sociale
Tra le attività sospese c’è anche il laboratorio di cucina che, per anni, ha portato gli studenti della scuola media Baccarini al centro sociale Porta Nova durante l’orario scolastico. L’iniziativa offriva ai ragazzi un’esperienza di apprendimento basata sulla manualità e favoriva, allo stesso tempo, il rapporto con gli anziani ospitati nella struttura.
Secondo quanto riferito dalla sindaca, il corpo docente ha motivato lo stop con le questioni retributive e con le responsabilità legate alla vigilanza degli studenti durante le attività esterne. L’offerta di aggiungere educatori per affiancare gli insegnanti non avrebbe modificato la posizione dei docenti. Per Palli, la sospensione rischia di penalizzare gli studenti, in particolare quelli che traggono maggiore beneficio da percorsi pratici e dal coinvolgimento del volontariato e del terzo settore.