Un gruppo di residenti del quartiere Ospizio ha rivolto un appello ai proprietari dell’area ex Ospizio, a Conad, al Comune, alla Questura e alla Prefettura. Al centro della lettera c’è la richiesta di avviare rapidamente il progetto di riqualificazione dell’area, insieme alla sollecitazione a intervenire sulla situazione del vicino parco Campo di Marte II.
I cittadini, riuniti attorno al Circolo del Villaggio Sergio Stranieri, si dichiarano favorevoli all’intervento e chiedono a Conad di iniziare i lavori senza ulteriori ritardi. Al Comune viene domandato di predisporre tutte le condizioni necessarie per facilitarne l’avvio, mentre Prefetto e Questore vengono chiamati a garantire l’ordine pubblico e il libero accesso a un cantiere autorizzato secondo le procedure vigenti.
Il presidio nel parco
Nella lettera i residenti affrontano anche la presenza di un presidio a Campo di Marte II, autorizzato e prorogato di settimana in settimana da circa due mesi. Secondo quanto riferito dal gruppo, nel parco pubblico, situato a ridosso dell’area interessata dal progetto, sono presenti stabilmente tende e un gazebo, con la partecipazione soprattutto di persone non residenti nel quartiere.
La situazione, sostengono i firmatari, renderebbe il parco meno fruibile per chi lo utilizza abitualmente e avrebbe alimentato un disagio crescente tra gli abitanti. Nel documento viene comunque ribadito il rispetto per il diritto di manifestare. La richiesta è che, nel bilanciamento tra questo diritto e l’uso pubblico dello spazio verde, siano considerate anche le esigenze di chi frequenta quotidianamente il parco per motivi estranei alla protesta.
La richiesta di non prorogare l’autorizzazione
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la presenza, da alcuni giorni, di due persone in condizioni di fragilità accampate nei pressi dell’area di sgambamento per cani. I residenti precisano di non voler stigmatizzare la loro situazione e auspicano che possano essere seguite dai servizi sociali competenti.
Secondo il gruppo, tuttavia, l’occupazione prolungata e non gestita di uno spazio pubblico rischia di normalizzare un uso improprio del parco. Nella lettera si osserva inoltre che, prima dell’avvio del presidio, non si erano verificate occupazioni stabili con tende, anche alla luce dell’ordinanza che vieta il bivacco.
Per queste ragioni i cittadini chiedono che l’autorizzazione al presidio con tende non venga ulteriormente prorogata e che il progetto di riqualificazione dell’area ex Ospizio possa procedere nei tempi più rapidi possibili.