Torino (TO)

Torino ricorda Taty Almeida, simbolo delle Madres di Plaza de Mayo

La figlia Fabiana e il nipote Manuel hanno ricevuto una targa per l’impegno nella difesa dei diritti umani

Taty Almeida, presidente delle Madres di Plaza de Mayo-Línea Fundadora, è stata ricordata nella Sala Rossa del Comune di Torino, città alla quale era legata da un rapporto durato quasi trent’anni. La militante argentina è morta il 14 giugno, pochi giorni prima di compiere 96 anni. Alla cerimonia hanno partecipato la figlia Fabiana, arrivata dall’Argentina, e il nipote Manuel, che vive nel capoluogo piemontese.

La targa per l’impegno sui diritti umani

Ai familiari è stata consegnata una targa in omaggio al suo instancabile impegno nella difesa dei diritti umani e nella custodia della memoria dei desaparecidos. Sul vestito di Fabiana era appuntata una grande spilla con il ritratto di Alejandro, il figlio di Taty scomparso nel 1975. Durante l’incontro è stata inoltre proiettata l’immagine della militante con il tradizionale pañuelo blanco in testa, ripresa nella Sala Rossa nel 2007.

«Mia madre sognava di andarsene dopo aver trovato i resti di mio fratello, purtroppo non è accaduto. Adesso siamo noi a dover portare avanti la sua lotta contro l’oblio», ha detto Fabiana. La commemorazione ha ripercorso il legame speciale tra Almeida e Torino, dove veniva ospitata dalla comunità degli argentini costretti a lasciare il Paese durante la dittatura.

Un legame nato nel 1996

Il rapporto con la città era iniziato nel 1996, quando lo psichiatra torinese Ugo Zamburru aveva incontrato Taty Almeida a Buenos Aires, durante un congresso internazionale di psichiatri. Da quell’incontro era nata una relazione proseguita negli anni, anche attraverso la cittadinanza onoraria conferita ad Almeida da Torino quasi vent’anni fa.

La vicesindaca Michela Favaro ha sottolineato che il rapporto della città con Almeida non si esaurisce con la sua scomparsa. La sua storia, ha osservato, riguarda anche chi non ha vissuto gli anni della dittatura, perché la memoria della violenza è collegata alla democrazia costruita nel presente. Favaro ha inoltre annunciato che il Comune potrebbe valutare l’intitolazione di un luogo cittadino alla militante: la proposta sarà discussa in commissione toponomastica.

Nel corso della cerimonia, Manuel ha ricordato le parole che accompagnavano la militanza della nonna: «Da sole non facciamo nulla, insieme andiamo in piazza». Il nipote ha richiamato anche un’altra frase spesso ripetuta da Almeida: «L’unica lotta persa è quella che si abbandona». Fabiana ha poi consegnato alla vicesindaca una creazione di un artigiano argentino dedicata ai 50 anni di democrazia dopo la caduta della dittatura. La cerimonia si è conclusa con l’invito a mantenere viva la memoria e a pronunciare i nomi dei 30 mila desaparecidos.