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Moreira e Stoppa, correre insieme rafforza la coppia

Dalle maratone benefiche agli allenamenti quotidiani, il loro approccio punta su sostegno reciproco, divertimento e inclusione.

Juliana Moreira ed Edoardo Stoppa hanno trasformato la corsa in un’attività condivisa, capace di unire allenamento, vita familiare e impegno sociale. La coppia corre insieme da diversi anni e ha partecipato a maratone ed eventi benefici, mettendo al centro non tanto il risultato cronometro alla mano quanto il piacere di affrontare il percorso fianco a fianco.

Tre anni fa hanno concluso insieme la maratona di Londra. Nel 2024 hanno partecipato alla New York Marathon come pacer di due donne guarite da un tumore. In seguito sono stati testimonial della Saugella Run&Fun, a sostegno delle famiglie fragili, e della Pigiama Run, la staffetta legata alla Milano Marathon promossa per sostenere la Fondazione Magica Cleme Onlus e il contrasto ai tumori infantili. La partecipazione alla Pigiama Run è stata ripetuta anche il 18 settembre, mentre la coppia si prepara ad affrontare altre distanze.

Per Moreira e Stoppa, la corsa ha anche un valore legato alla relazione. «È un modo bello e sano per trascorrere del tempo uno al fianco dell’altro, facendo qualcosa solo per noi», spiega Edoardo. L’allenamento diventa così una metafora della vita di coppia: si procede sostenendosi e incoraggiandosi, soprattutto quando uno dei due attraversa un momento di difficoltà.

Un ritmo costruito insieme

Juliana racconta di essersi avvicinata tardi al running e di aver pensato, inizialmente, che non fosse uno sport adatto a lei. L’incoraggiamento del compagno l’ha aiutata a superare i primi limiti e ad appassionarsi. I due, però, non puntano alla competizione: cercano il proprio passo e considerano la prestazione meno importante della condivisione. I lunghi del fine settimana vengono svolti insieme, mentre durante la settimana ciascuno può ritagliarsi spazi autonomi, sul tapis roulant o con gli amici.

La preparazione richiede costanza. La coppia segue il programma del proprio coach e, in alcuni giorni, arriva ad alzarsi alle cinque del mattino per allenarsi. Secondo Edoardo, l’energia che segue l’attività fisica aiuta a compensare la fatica, mentre l’obiettivo di una gara favorisce motivazione e continuità. A questo si aggiunge un’alimentazione corretta, pur senza rinunciare occasionalmente a qualche eccezione.

Lo sport come esperienza di famiglia

La corsa coinvolge anche i figli, Sol, 9 anni, e Lua, 14. In occasione delle maratone, la famiglia approfitta del viaggio per conoscere nuove città e percorre in anticipo una parte del tracciato con un allenamento leggero. Per le gare più brevi, invece, i ragazzi vengono invitati a partecipare in un clima di gioco. I genitori spiegano di voler trasmettere i valori positivi dello sport, senza imporre una disciplina specifica né trasformare l’attività in un obbligo.

Il consiglio della coppia alle persone che vogliono allenarsi insieme è di mettere da parte cronometri e app per la misurazione delle prestazioni. Chi parte da un livello più avanzato dovrebbe adeguare il proprio ritmo e sostenere l’altro, così da crescere entrambi. Le gare, secondo Moreira e Stoppa, possono diventare il momento conclusivo di un progetto comune, da vivere tra musica, pubblico e senso di comunità.

Il loro progetto legato alla corsa parte anche dalla Cascina delle esperienze, realizzata a Broni, nell’Oltrepò Pavese. La struttura unisce agricoltura, inclusione sociale, attività didattiche e percorsi nella natura. Laboratori, orticoltura e cucina sono pensati per creare occasioni di lavoro e benessere attraverso esperienze concrete. La coppia vorrebbe organizzare qui un evento con camp e corsa, per far conoscere il luogo e il suo messaggio: ritrovare equilibrio e benessere attraverso il contatto con la natura, le attività condivise e le tradizioni.