L’esenzione dal bollo auto prevista dal Governo per il 2027 viene considerata un segnale positivo, ma non sufficiente a sostenere chi utilizza l’automobile come strumento indispensabile per lavorare. A sollevare il tema è Augusto Patrignani, presidente di Fnaarc Cesena, il sindacato degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio, che nel territorio cesenate riunisce circa 200 professionisti.
Per gli agenti di commercio l’auto non rappresenta un bene accessorio, ma un mezzo necessario per raggiungere ogni giorno clienti, aziende e punti vendita. L’attività professionale comporta infatti la percorrenza di decine, e in alcuni casi centinaia, di chilometri quotidiani. Per questo la categoria accoglie con favore l’attenzione riservata al bollo, ma chiede misure che tengano conto dell’utilizzo intenso e professionale dei veicoli.
Il peso dei costi di mobilità
Secondo Fnaarc, l’esenzione rischia di avere un effetto limitato proprio per gli automobilisti che hanno bisogno di vetture più strutturate e adatte alle lunghe percorrenze. Gli agenti devono disporre di automobili affidabili, sicure e confortevoli, in grado di sostenere un impiego quotidiano particolarmente intenso. Non si tratta, in genere, di utilitarie, ma di mezzi scelti per garantire continuità e sicurezza nello svolgimento dell’attività.
Al costo fiscale del veicolo si aggiungono le spese legate alla mobilità, dal carburante alla manutenzione, passando per l’assicurazione e la gestione ordinaria. Per chi percorre migliaia di chilometri ogni anno, sottolinea l’associazione, l’aumento complessivo di queste voci incide in modo significativo sul reddito e sulla sostenibilità dell’attività professionale.
La richiesta sulla deducibilità
Da qui nasce la richiesta di un confronto con il Governo sulla situazione specifica degli agenti e rappresentanti di commercio. Tra i punti indicati da Fnaarc c’è la revisione del limite fiscale previsto per la deducibilità dell’automobile: oggi la deduzione è riconosciuta nella misura dell’80 per cento, ma soltanto su un costo massimo di 25.822,84 euro.
La soglia, rileva il sindacato, risale al 1986 e non riflette più il mercato automobilistico attuale né le caratteristiche dei veicoli necessari per chi lavora ogni giorno su strada. L’obiettivo è quindi affrontare il tema non soltanto dal punto di vista del bollo, ma considerando l’intero quadro delle spese sostenute per mantenere un’auto impiegata professionalmente.
Fnaarc Cesena chiede infine di essere coinvolta nel confronto sulle misure fiscali, sostenendo che la mobilità costituisce una necessità quotidiana per la categoria. La richiesta è di adeguare i limiti e gli strumenti fiscali ai costi reali affrontati dagli agenti, così da rendere più sostenibile l’utilizzo dell’automobile come strumento di lavoro.